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Trise: prima casa, seconda casa, uffici, capannoni. La nuova tassa casa ritorna per tutti

Cos’è la Trise, quanto e quando si paga



Si chiama Trise il nuovo tributo definito dal governo nella nuova Legge di Stabilità. Ma chi, come e quando dovrà pagarlo? La nuova Trise si applicherà sui servizi comunali, che tutti i cittadini, proprietari e inquilini affittuari, saranno tenuti a pagare e sarà composta dalle due componenti di Tari e Tasi, la prima sui rifiuti urbani e la seconda sui servizi indivisibili, come l’illuminazione o la manutenzione dei marciapiedi.

Molti proprietari di case che non hanno mai pagato l'imposta sugli immobili, nemmeno nel 2012, rischiano di dover pagare la nuova Tasi, il tributo sui servizi indivisibili.

La Tasi si applica infatti sulla stessa base imponibile dell'Imu, ma non prevede le detrazioni (200 euro di base, più 50%). Dal 2014, le rate della nuova tassa Trise avranno scadenze trimestrali e andranno saldate il 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio, 16 ottobre di ogni anno, anche se compete agli enti locali la definizione del numero di rate e delle scadenze da applicare.

Come spiega la Legge di stabilità, il presupposto della Tari (quota sui rifiuti) è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. La Tari verrà pagata sui metri quadri, che verrà completata dalla Tarip sul volume di rifiuti effettivamente prodotto nell’unità abitativa.

La Tasi, invece, la tassa sui servizi indivisibili, sarà richiesta laddove sussista ‘il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti’. 

La base imponibile di riferimento per la Tasi sarà proprio l’Imu e l’aliquota applicabile sarà pari all’1 per mille, con i Comuni che avranno la facoltà di deliberare la riduzione o l’incremento dell’aliquota.

Con l'aliquota base dell'un per mille, la Tasi sulle prime case varrà il 57% in meno dell'Imu, con quella massima del 2,5 per mille, il 7,4% in più. E se ci si chiede se la nuova tassa sulla casa sarà più o meno cara della vecchia, la risposta è che dipenderà dalle scelte dei sindaci che potranno decidere se far diventare o meno questo nuovo tributo una stangata per i cittadini. 

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il