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Tasse sulla casa Trise, Tari e Tasi al posto imu 2013: quanto si deve pagare. Novità e differenze

Nuova Trise: come funziona e come dovrà essere pagata



La Legge di Stabilità ha stabilito l’entrata in vigore della Trise, al posto di Service Tax e Imu. La nuova Trise si applicherà sui servizi comunali, che tutti i cittadini, proprietari e inquilini affittuari, dovranno pagare e sarà composta da due componenti di Tari e Tasi: la prima sui rifiuti urbani e la seconda sui servizi indivisibili, come l’illuminazione o la manutenzione dei marciapiedi.

Dal 2014, le rate della nuova tassa Trise avranno scadenze trimestrali e andranno saldate il 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio, 16 ottobre di ogni anno, anche se compete agli enti locali la definizione del numero di rate e delle scadenze da applicare.

Come spiega la Legge di stabilità, il presupposto della Tari (quota sui rifiuti) è il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di locali o di aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani.

La Tari verrà pagata sui metri quadri, che verrà completata dalla Tarip sul volume di rifiuti effettivamente prodotto nell’unità abitativa. La Tasi, invece, la tassa sui servizi indivisibili, dovrà essere pagata laddove sussista ‘il possesso o la detenzione a qualsiasi titolo di fabbricati, di aree scoperte nonché di quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti’. 

La base imponibile di riferimento per la Tasi sarà proprio l’Imu e l’aliquota applicabile sarà pari all’1 per mille, con i Comuni che avranno la facoltà di deliberare la riduzione o l’incremento dell’aliquota.

La Tasi si applica sulla stessa base imponibile dell'Imu, ma non prevede le detrazioni (200 euro di base, più 50%). La vera stangata fiscale è per chi dispone di una casa che non è considerata abitazione principale.

Se le disposizioni sulle tassazione immobiliare della Legge di Stabilità venissero approvate nella formulazione pronta ad essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, un contribuente di Milano o di Roma, per esempio, che nella medesima città possedesse una casa medio signorile che non riesce a vendere o ad affittare si troverebbe a pagare dall’anno prossimo oltre 3.000 euro di imposte, sommando Imu, Tasi e Irpef sul 50% del valore catastale. Per prima e seconda casa, bisogna aggiungere quello della tassa rifiuti.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il