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Dipendenti statali blocco contratti, pensioni, esodati, aumento stipendi:cambiamenti Legge Stabilità

Legge di Stabilità oggi in discussione al Senato: possibili modifiche



Arriva in Senato il dibattito su eventuali modifiche alla Legge di Stabilità approvata qualche giorno fa. Capitoli più importanti da rivedere il lavoro e le pensioni.

Sindacati, pensionati e associazioni sin dalla comunicazione delle misure approvati si sono posti sul piede di guerra per interventi che non hanno soddisfatto e anzi tendono a penalizzare i dipendenti pubblici. Cuore della nuova Legge di Stabilità avrebbe dovuto essere il taglio del cuneo fiscale per garantire aumenti in busta paga ai lavoratori nel 2014.

Ma, secondo i primi calcoli elaborati dalla  Cgia di Mestre, questi aumenti garantiranno ai lavoratori dipendenti 14 euro netti al mese in più in busta paga e, complessivamente, il governo Letta prevede per il 2014 sgravi fiscali complessivi per 3,7 miliardi di euro e interventi per 11,6 miliardi di euro solo per quest'anno.

Si tratterebbe, dunque, di aumenti irrisori tanto che secondo Confindustria, si tratta, in generale, di interventi “non sufficienti a far ritrovare la crescita perché le misure predisposte non inciderebbero realmente sul costo del lavoro”. 

Richieste modifiche anche per quanto riguarda il blocco della contrattazione oltre il 2014, sul taglio del 10% degli straordinari, misura ridotta al 5% per militari, polizia e vigili del fuoco, sul blocco un tetto all’indennità di vacanza contrattuale e un rafforzamento del blocco del tun over.

Si auspicano cambiamenti anche per quanto riguarda le pensioni: le principali misure prese dal governo Letta sono state il blocco della rivalutazione rispetto all'inflazione per i redditi da pensione superiori a 6 volte il minimo pari a circa 3.000 euro al mese, il contributo di solidarietà per le pensioni più ricche e la possibilità dell'accesso alla pensione anticipata di 2-3 anni per chi ha perso il lavoro ed è privo di sussidi statali.

Per quanto riguarda gli esodati, il prelievo sarà del 5% della parte di pensione tra i 100.000 e i 150.000 euro lordi l'anno, del 10% per la parte eccedente i 150.000 euro, del 15% per la parte eccedente i 200.000 euro.

Ma secondo Gianno Cuperlo, candidato alla segreteria del Partito Democratico “non va bene che siano solo seimila quelli messi in sicurezza. Abbiamo detto che è un impegno morale quello di ricomprendere tutti”. E si attendono anche discussioni su norme ad hoc per precoci ed usuranti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il