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Btp Italia 5-8 Novembre 2013: rendimenti, condizioni, durata. Tutto quello che bisogna sapere

Nuova emissione Btp Italia: come acquistarlo, rendimenti e vantaggi



Il nuovo Btp Italia, giunto alla sua quinta emissione, sarà, appunto, emesso  5 all'8 novembre. Ma il grande successo delle precedenti emissioni potrebbe portare il Tesoro a chiudere anticipatamente il collocamento, alle ore 14 del 6 novembre.

Anche nei giorni successivi il Tesoro potrà decidere di bloccare anticipatamente l'offerta di bond. Il taglio minimo del nuovo Btp Italia è, come per i precedenti, di mille euro e si possono comprare solo multipli di mille.

Il tasso minimo garantito sarà comunicato solo il giorno prima dell'emissione dei Btp Italia. Il 4 novembre, quindi, il Tesoro comunicherà quale sarà il tasso minimo annuo, che verrà pagato attraverso cedole semestrali. Il tasso reale invece verrà fissato solo a fine periodo di collocamento e nel caso di chiusura anticipata il tasso reale viene comunicato a sua volta in anticipo.

Il rendimento di questo Btp non sarà fisso per tutta la durata, perché si tratta di un titolo legato all'inflazione italiana, per cui ci sarà una parte di cedola fissa, quella decisa dal Tesoro, e una parte di rendimento variabile, che dipenderà dall'inflazione.

In caso di deflazione, cioè di diminuzione dei prezzi (ipotesi comunque inverosimile) il rendimento del Btp Italia sarà quello fissato dal Tesoro, all'emissione.

Il titolo ha una durata di 4 anni, un tasso reale annuo minimo garantito, cedole semestrali calcolate sul capitale rivalutato, recupero immediato dell'inflazione grazie alla rivalutazione del capitale corrisposta ogni sei mesi, capitale nominale garantito a scadenza anche in caso di deflazione e premio fedeltà per chi acquista all'emissione e conserva il titolo fino a scadenza. Nelle quattro emissioni precedenti, questi titoli sono stati sottoscritti per un ammontare complessivo di oltre 44 miliardi di euro.

Il Btp Italia, rispetto ad un Btp tradizionale, presenta due vantaggi in particolare: il primo è che, essendo un titolo pensato sopratutto per la clientela retail, è soggetto a minori oscillazioni rispetto ai titoli su cui è più forte la presenza degli operatori professionali; e poi, questo titolo di Stato offre un rendimento almeno parzialmente legato all'inflazione, per cui se questa sale (e almeno in una certa misura salgono quindi anche i tassi di interesse) le conseguenze negative sul prezzo del Btp sono più ridotte rispetto ad un classico titolo a tasso fisso.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il