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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: nessun cambiamento e più tasse.Legge di Stabilità dura

Nessuna modifica età pensionabile ma tasse più alte: la sorte dei pensionati



Nessun cambiamento auspicato e nessun intervento si prevede possa ancora essere discusso in merito alle pensioni nella Legge di Stabilità che oggi inizia il suo iter parlamentare. Insoddisfatti delle misure sindacati, associazioni, pensionati e Confindustria.

Ci si aspettava cambiamenti su età pensionabile, magari approvando la proposta di un’uscita più flessibile dal lavoro avanzata da Cesare Damiano, che avrebbe dato la possibilità ai lavoratori di andare in pensione a 62 anni, con 35 anni di contributi e un sistema di penalizzazioni e incentivi in base all’età in cui si decideva di lasciare prima o dopo l’attuale soglia dei 66 anni.

Ma invece nulla è stato fatto ed eventuali novità ora sembrano comunque difficili. D’altro canto, però, ciò che la Legge di Stabilità ha prodotto sui pensionati è un aumento del loro carico fiscale.

La Cgia di Mestre ha lanciato, infatti, un nuovo allarme che riguarda gli effetti negativi provocati dall’aumento dell’Iva al 22%, paventando ulteriori flessioni del reddito dei pensionati, riconducibili alle principali misure fiscali introdotte dalla legge di Stabilità.

Si tratterebbe di un aggravio fiscale stimato in una cifra che oscillerebbe tra i 74 e i 144 euro. Secondo l’associazione, ‘se le note in circolazione saranno confermate, coloro che non possono godere delle detrazioni Irpef da lavoro dipendente, come i pensionati o i lavoratori dipendenti con un reddito superiore ai 55.000 euro, subiranno, rispetto al 2013, un aumento del prelievo fiscale’.

Solo pochi giorni fa, il sindacato pensionati della Cgil (Spi Cgil) ha fornito i dati completi su quanto i pensionati abbiano già pagato nel biennio 2012-2013 e ne è emerso che il prelievo è stato di ben 118,21 miliardi di euro, considerando tasse nazionali e locali, prelievo fiscale e blocco della rivalutazione annuale delle pensioni.

I dati hanno evidenziato che 101,6 miliardi sono arrivati direttamente dall’Irpef nazionale; 3,82 miliardi dalle addizionali regionali e 1,19 miliardi da quelle comunali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il