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Esodati in Legge Stabilità. Due ipotesi possibili per una soluzione definitiva o quasi

Come risolvere l’urgenza esodati: le possibilità



Ancora aperta la questione esodati, nonostante le ‘dispozioni’ della nuova Legge di Stabilità, intervento definito troppo generico per salvaguardare quelle quasi 300mila persone che rischiano ancora di rimanere senza lavoro e senza pensione a causa delle nuove norme dell’attuale legge Fornero.

Errori, dunque, di formulazione dell’attuale sistema pensionistico per cui è ancora necessario trovare una soluzione definitiva. Dopo gli interventi di tutela, definiti dai tre decreti dell’ex governo Monti, e l’ampliamento della platea definita dal nuovo governo Letta, si pensa a due possibili strade da percorrere: la prima è quella del cosiddetto prestito statali, proposto dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini, qualche tempo fa, sostegno economico destinato ai lavoratori con 35 anni di contributi e 62 anni; mentre la seconda è quella del reddito minimo destinato a chi ha perso lavoro e si trova senza lavoro.

Questa forma di reddito minimo potrebbe essere attivato almeno inizialmente anche solo per gli over 50, quindi i nuovi potenziali esodati.  Il reddito minimo, non è una forma di reddito di cittadinanza ma un patto tra cittadini in difficoltà economica e lo Stato, erogato a condizione che l’eventuale beneficiario si impegni a obiettivi concreti di inclusione sociale e lavorativa, e si riceverà solo a condizione che ci si attivi seriamente per cercare lavoro, che si faccia frequentare ai propri figli la scuola e che li si porti regolarmente alle visite di controllo medico.

Il reddito minimo potrà essere rivolto a tutti i cittadini, inclusi gli immigrati legalmente residenti o quelli stabilmente residenti secondo le direttive comunitarie, che si trovano ad affrontare un periodo di crisi economica.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il