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Prestiti agevolati ristrutturazione casa:i migliori con proroga detrazioni Legge Stabilità 2013

Ristrutturare casa e scegliere i migliori mutui: come fare



Ristrutturare la propria abitazione e renderla energicamente efficiente approfittando dei bonus fiscali del 50 e il 65% su spese di ristrutturazione e riqualificazione energetica, che sono stati prorogati a tutto il 2014 dalla Legge di Stabilità.

A volte il desiderio di ‘rimettere a nuovo’ la propria casa non è possibile per mancanza di liquidità da parte di chi desidera effettuare lavori. Dall'ultimo Osservatorio sull'efficienza energetica commissionato da Domotecnica (sondaggio Ispo) emerge, infatti, che una famiglia su quattro sarebbe disposta a pensare a interventi sull'immobile solo se le banche presentassero uno strumento finanziario dedicato.

E le banche si sono per offrire nuovi prodotti per soddisfare le richieste le famiglie. Roberto Anedda, direttore marketing di MutuiOnline, ha spiegato che “I mutui per ristrutturare casa hanno aumentato il loro peso e sul totale dell'erogato passando al 6% dal 4% dello scorso anno, mentre le richieste continuano a crescere.

L'offerta è variegata, ma la maggior parte degli istituti non si attiva per importi al di sotto dei 50mila euro. Se la spesa è più contenuta, diciamo sui 20-30mila euro, è più facile ricorrere al prestito”.

Nella scelta del mutuo, in base all'importo necessario ai lavori di ristrutturazione, bisogna comunque verificare la percentuale di finanziamento offerta dalla banca rispetto al valore dell'immobile (loan to value). Una percentuale che può andare dal 30 al 60%. La stima viene fatta di solito sul valore dell'immobile al momento della richiesta, ma in alcuni casi anche su quello ‘post intervento’.

Sui mutui per la ristrutturazione, chi sceglie il tasso fisso che sui dieci anni oscilla intorno al 5%, il variabile si attesta al 3% e all'orizzonte non si prefigurano rialzi evidenti dei tassi di riferimento (Euribor e Bce). Sulla modalità di erogazione, soprattutto per importi rilevanti, le banche tendono a non concedere la somma in un'unica quota, ma a distribuirla in più tranche, vincolandola così all'avanzamento dei lavori.

Nell'ipotesi che, per esempio, la cifra di 50mila euro sia investita in interventi di ristrutturazione agevolabili, pagati con gli appositi bonifici ‘parlanti’, e che si versi un Irpef sufficiente a contenere la detrazione, ogni anno il Fisco sconta dalle tasse 2.500 euro.

Ogni anno, cioè, il saldo è positivo di 1.164 euro, che diventano 1.417,84 se si aggiunge la detrazione degli interessi sul mutuo. E che aumenta ancora se si includono gli eventuali risparmi in bolletta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il