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Imu 2013, Trise, Tasi e Tari: nuova tassa casa. Calcolo, esempi con anche aumento Irpef locale

Tasi, Tari e nuovi rialzi Irpef: cosa cambierà



Tra Imu e nuova Trise l’Italia di chi possiede una casa è nel caos. E lo sono anche i Comuni che dovranno definire le basi imponibili di pagamento dei nuovi tributi Tari, sui rifiuti, e Tasi, sui servizi indivisibili comunali, cercando di colmare il gap che creerà il mancato gettito del pagamento Imu.

Molti Comuni hanno varato aliquote Imu sulla prima casa più alte dello scorso anno. Ma l’imposta è stata cancellata (da ieri il decreto che azzera la prima rata è legge) e le compensazioni statali non saranno sufficienti, perché calcolate sul gettito 2012.

E poi c’è la componente Tasi che dal 2014 sostituirà l’Imu: diversi Comuni pensano di spingere al massimo consentito l’aliquota Tasi (2,5 per mille), perché se optassero per quella base dell’1 per mille, avrebbero un gettito inferiore alla vecchia Imu.

Alcuni sindaci poi si rifaranno su tariffe rifiuti e addizionali Irpef. A Milano, per esempio, l’addizionale Irpef è stata portata al massimo ed è scesa la soglia di esenzione, mentre sui futuri tributi, Trise, Tari e Tasi, ogni decisione è rinviata a quando ci saranno indicazioni e regole chiare da parte del governo.

Per quanto riguarda l’Imu, il Consiglio comunale ha votato l’aumento dell’Imu sulla prima casa, con l’aliquota portata al massimo, lo 0,6%, mentre sull’addizionale Irpef, la soglia di esenzione è scesa da 33.500 a 21mila euro, con un’aliquota unica per tutti, quella massima dello 0,8%.

A Firenze il sindaco Matteo Renzi ha deciso di mantenere l'Irpef più bassa, allo 0,2% e dubbi ci sono ora sulla Tasi: se nel 2012 l'Imu prima casa era al minimo (4 per mille), l'anno prossimo la Tasi non potrà che essere al 2,5 per mille, cioè il massimo, ma considerando che essa non prevede le detrazioni prima casa e figli, i fiorentini pagheranno più o meno la stessa cifra dell'Imu salvo che si tratti di famiglie numerose.

A Bologna, invece, l'addizionale Irpef è ferma dal 2007 allo 0,7% (il massimo è lo 0,8%) ed anche per il bilancio 2013 l'amministrazione ha deciso di non alzare l'aliquota (un punto in più vale 7 milioni), puntando invece sull'Imu prima casa, che però è stata cancellata.

Il Comune ha portato dal 4 al 5 per mille l'aliquota per quest'anno, puntando ad incassare 17 milioni in più. Intanto al posto della nuova Tares 2013, il Comune di Bologna ha deciso di tenersi la vecchia Tarsu, la tassa sui rifiuti: i bolognesi pagheranno come nel 2012.

A Roma l'addizionale Irpef comunale è dello 0,55 a cui se ne somma una seconda, per il debito commissariato, dello 0,4%. Roma è quindi l'unico Comune italiano a sfondare il tetto dello 0,8% previsto per legge.

Ma sono in Sicilia le aliquote dell'addizionale Irpef tra le più alte d'Italia: quella regionale è passata dall'1,4 all'1,73% nel gennaio 2012, con effetto retroattivo per il 2011. Un aumento pesante per i contribuenti che già negli anni precedenti pagavano l'aliquota maggiore possibile a causa del buco di bilancio nella spesa sanitaria.

Al top anche l'addizionale comunale a Palermo, raddoppiata con una delibera del marzo 2012, passando dallo 0,4 allo 0,8%. Anche la Tares, la tassa su rifiuti e servizi, a Palermo è tra le più alte d'Italia: i palermitani pagheranno in media 316 euro, 105 in più dell'anno scorso, il 33,3 per cento in più rispetto alla vecchia Tarsu.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il