Pensioni Governo Letta ultime notizie: facciamo il punto. La situazione aggiornata

Si apre una settimana decisiva per le pensioni: modifiche in arrivo?



Si apre una settimana importante per il futuro delle pensioni. Sindacati e Confindustria, all’indomani delle misure varate nella nuova Legge di Stabilità, hanno chiesto ennesime modifiche necessarie e si spera esse possano arrivare dopo la discussione parlamentare.

Intanto, proprio in questi giorni, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, dopo aver chiaramente detto che la Legge di Stabilità non avrebbe contenuto alcuno stravolgimento all’attuale impianto pensionistico, è tornato a paventare l’idea di un prestito statale per la possibilità di lasciare prima a 62 anni, con 35 anni di contributi e un sistema di penalizzazioni e incentivi.

Si tratta di “uno schema per cui, supponiamo, chi è a due o tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe per tale periodo ricevere un sostegno economico che poi dovrà ripagare negli anni successivi: si tratterebbe di una sorta di prestito, senza costi aggiuntivi sul sistema pensionistico”.

Questo sistema permetterebbe ai lavoratori di lasciare il posto prima del raggiungimento dell'età anagrafica previsto dall’attuale legge Fornero, ottenendo dallo Stato una sorta di prestito della loro pensione, da restituire però negli anni attraverso tagli del futuro assegno previdenziale. 

Ma non solo uscita anticipata: la Commissione europea ha a deciso di aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia a causa della norma che fissa una differenza tra uomini e donne negli di anni di contributi necessari per ottenere il pensionamento anticipato, nuovi calcoli hanno stabilito che gli effetti della Legge di Stabilità 2013-2014 saranno pesanti, da un punto di vista fiscale, sui pensionati.

La norma contestata è la legge 214 del 2011, in base alle quali gli anni minimi di contribuzione per ottenere la pensione prima di arrivare all’età massima sono stati fissati in 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini.

Secondo i servizi che fanno capo al commissario Ue alla giustizia Viviane Reding, titolare del dossier, la norma italiana va contro l'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne.

Ti è piaciuto questo articolo?






Vuoi rimanere aggiornato su argomenti simili?

Inserisci la tua email qui:

Accetto la Privacy Policy

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione



Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il