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Twitter in Borsa: conviene comprare azioni a quotazione e come farlo.Tutto quello che bisogna sapere

Twitter sbarca in Borsa: tutte le novità



Dopo Facebook anche Twitter sbarca in Borsa e per il suo collocamento ci sarebbero un pool di banche dello stesso calibro di quelle che hanno collocato Facebook. Il ruolo principale va a Goldman Sachs, seguono Morgan Stnaley, Jp Morgan, Bofa e Deutsche Bank.

Twitter debutterà sul Nyse il 15 novembre e, a differenza di Facebook che ha scelto il Nasdaq, Borsa dedicata ai titoli tecnologici, il gruppo ha scelto di quotarsi sul mercato regolare.

Il valore del gruppo dopo l’aumento di capitale dedicato al collocamento dipende dal prezzo che verrà fissato per le azioni. Intanto, a fine giugno, e prima dell’aumento da realizzare in funzione della quotazione, il valore tangibile di libro delle azioni era pari a 1,14 dollari ciascuna.

Con la forchetta, fissata tra 17 e i 20 dollari, la valutazione è compresa tra i 10,5 e i 12,4 miliardi. Sarà possibile prenotare le azioni in una banca americana, a differenza di quando ci fu il collocamento di Facebook, che non si poteva comprare un’azione in Ipo senza, avere un conto corrente negli Usa.

Twitter ha fissato la forchetta di prezzo tra i 17 e i 20 dollari, andando così a raccogliere fino a 1,6 miliardi di dollari. Ad essere messi in vendita sono 80,5 milioni di azioni nuove, circa il 13% del sito di microblogging. La valutazione del gruppo è dunque compresa tra i 10,5 e i 12,4 miliardi di dollari.

Twitter punta a fissare il prezzo finale di sottoscrizione dei titoli oggetto di offerta pubblica iniziale il prossimo sei novembre. Twitter non ha intenzione di pagare dividendi, nè a breve stima che ci sia la prospettiva o la possibilità di remunerare i suoi azionisti con una cedola.

Dick Costolo, CEO di Twitter, ha intrapreso, dunque, una strada diversa da Facebook per lo sbarco in Borsa del socialm prima presentando alla SEC, in modo riservato, tutta la documentazione relativa alla quotazione in Borsa, poi evitando di parlare in pubblico per evitare di far salire la valutazione della sua società pre-IPO come avvenne nel caso di Facebook, e ora puntando a prezzare l'azienda a sconto rispetto ad altre società concorrenti di internet già quotate.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il