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Imu 2013 ma non solo: Irpef locale Calcolo e esempi da pagare Milano, Roma, Bologna, Firenze

Imu, Irpef e aumenti: quanto costeranno agli italiani



Con la cancellazione dell’Imu sulle prime case e il debutto della Trise, il nuovo tributo sui servizi indivisibili, composta da Tari sui rifiuti e Tasi, diversi Comuni pensano di spingere al massimo consentito l’aliquota Tasi (2,5 per mille), perchè se optassero per quella base dell’1 per mille, avrebbero un gettito inferiore alla vecchia Imu.

Alcuni sindaci poi si rifaranno su tariffe rifiuti e addizionali Irpef. La legge di Stabilità ha, infatti, reintrodotto l’Irpef a partire da quest’anno di imposta e per l’anno fiscale 2014 è previsto un altro aumento di imposta, dovuto all’introduzione della Tasi, il nuovo tributo per coprire i costi dei servizi indivisibili dei Comuni e che con la Tari, nuova denominazione della tassa rifiuti, darà vita alla Trise.

Sulle seconde case nelle maggiori città dove l’Imu è già ai massimi, la Tasi richiederà un ulteriore esborso dello 0,1% calcolato sulla medesima base imponibile dell’Imu.

Per esempio, a Roma il trilocale passerebbe da 1376 euro del periodo di imposta 2011 ai 2742 del 2014, con un incremento del 99,3%, il quadrilocale salirebbe del 70,3%, aumentando da 2.517 a 4.288 euro.

A Milano la casa di minor valore pagherebbe nel 2014 2.186 euro contro gli 882 del 2011, con +148%, il quadrilocale salirebbe da 2.265 a 4.581 euro +102,3%. A Milano, l’addizionale Irpef è stata portata al massimo ed è scesa la soglia di esenzione, mentre sui futuri tributi, Trise, Tari e Tasi, ogni decisione è rinviata a quando ci saranno indicazioni e regole chiare da parte del governo.

Per quanto riguarda l’Imu, il Consiglio comunale ha votato l’aumento dell’Imu sulla prima casa, con l’aliquota portata al massimo, lo 0,6%, mentre sull’addizionale Irpef, la soglia di esenzione è scesa da 33.500 a 21mila euro, con un’aliquota unica per tutti, quella massima dello 0,8%.

A Roma l'addizionale Irpef comunale è dello 0,55 a cui se ne somma una seconda, per il debito commissariato, dello 0,4%. Roma è quindi l'unico Comune italiano a sfondare il tetto dello 0,8% previsto per legge.

A Bologna, invece, l'addizionale Irpef è ferma dal 2007 allo 0,7% (il massimo è lo 0,8%) ed anche per il bilancio 2013 l'amministrazione ha deciso di non alzare l'aliquota (un punto in più vale 7 milioni), puntando invece sull'Imu prima casa, che però è stata cancellata.

Il Comune ha portato dal 4 al 5 per mille l'aliquota per quest'anno, puntando ad incassare 17 milioni in più. Intanto al posto della nuova Tares 2013, il Comune di Bologna ha deciso di tenersi la vecchia Tarsu, la tassa sui rifiuti: i bolognesi pagheranno come nel 2012.

A Firenze il sindaco Matteo Renzi ha deciso di mantenere l'Irpef più bassa, allo 0,2% e dubbi ci sono ora sulla Tasi: se nel 2012 l'Imu prima casa era al minimo (4 per mille), l'anno prossimo la Tasi non potrà che essere al 2,5 per mille, cioè il massimo, ma considerando che essa non prevede le detrazioni prima casa e figli, i fiorentini pagheranno più o meno la stessa cifra dell'Imu salvo che si tratti di famiglie numerose.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il