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Pensioni Governo Letta ultime notizie: modifiche richieste da Damiano, Polverini e sindacati

Quali modifiche alle pensioni ancora possibili con Legge di Stabilità?



Sono diverse le modifiche che potrebbero essere apportate dopo la discussione parlamentare della Legge di Stabilità. E si guarda soprattutto alle pensioni: la Legge di stabilità approvata infatti, deludendo tutti, non ha apportato le modifiche sperate e gli unici interventi al sistema previdenziale italiano sono stati il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a 3.000 euro all'anno e un eventuale contributo di solidarietà che dovrebbero versare i più ricchi.

Ora si spera che possa aumentare il valore assegno e che si possa avere un più incisivo taglio del cuneo fiscale che potrebbe portare a una crescita degli stipendi maggiore di quella di 14 euro stimata dalla Cgia di Mestre.

Sembra però ancora improbabile la possibilità di modificare il sistema delle pensioni con quel sistema flessibile proposto da Damiano. Ma lui stesso, insieme a Renata Polverini del Pdl, ritengono fermamente che vada “introdotto un criterio di flessibilità nel sistema previdenziale.

Per i giovani va proseguita la scelta di incentivarne l'assunzione a tempo indeterminato: su questo punto la legge di stabilità fornisce indicazioni che vanno nella giusta direzione offrendo importanti sconti alle imprese, ma occorrerebbe anche congelare l'innalzamento dei contributi previdenziali per le partite Iva e migliorare l’accesso al bonus precari”.

Intanto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, qualche giorno fa ha rilanciato, in discussione in Parlamento, la possibilità di andare in pensione a 62 anni con 35 di contributi grazie al prestito statale.

Secondo il ministro, attraverso questo sistema che non renderebbe troppo costosa l’uscita anticipata da lavoro per alcuni, è “uno schema per cui, supponiamo, chi è a due o tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe per tale periodo ricevere un sostegno economico che poi dovrà ripagare negli anni successivi: si tratterebbe di una sorta di prestito, senza costi aggiuntivi sul sistema pensionistico”.

Questo sistema permetterebbe ai lavoratori di lasciare il posto prima del raggiungimento dell'età anagrafica previsto dall’attuale legge Fornero, ottenendo dallo Stato una sorta di prestito della loro pensione, da restituire però negli anni attraverso tagli del futuro assegno previdenziale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il