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Pensioni Governo Letta ultime notizie: modifiche nuove peggiorative per fare cassa Legge Stabilità

Misure pensioni: cosa potrebbe cambiare ed effetti interventi attuali



Nella prima stesura della Legge di Stabilità, le misure per modificare il sistema previdenziale italiano sono state ben poche. Gli unici interventi approvati hanno riguardato il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a 6 volte il minimo ovvero di quelle del valore di circa 3.000 euro lordi al mese e il contributo di solidarietà per le pensioni più ricche, misura destinata agli esodati, passando per l'agevolazione della pensione anticipata per alcune ben determinate categorie di lavoratori.

Ma è proprio il dibattito intorno alla pensione anticipata uno dei più accesi nella maggioranza che sostiene il governo Letta. C’è, infatti, chi vorrebbe un innalzamento immediato dell'età pensionabile per le donne, in risposta al monito Ue, misura che avrebbe il vantaggio di far guadagnare risorse che potrebbero essere utilizzate per contenere la Trise e per tagliare il cuneo fiscale in misura maggiore rispetto a quanto inizialmente proposto.

Ma c’è chi, invece, si oppone a questa ipotesi, come Cesare Damiano (Partito Democratico), presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati. La Legge di Stabilità non ha, dunque, previsto alcuna flessibilità in uscita, nessuna controriforma, nessuna norma ad hoc per usuranti e precoci.

Al momento, comunque, gli effetti delle misure sulle pensioni definita dalla Legge di Stabilità sono solo negativi: il ricalcolo delle valutazioni delle pensioni sarà completo entro il triplo del trattamento minimo, mentre si fermerà al 90% per quelle comprese tra tre e quattro volte l’assegno base Inps.

Oltre tale soglia, l’indice di ricalcolo verrà ridotto del 50%, con effetti che produrranno riduzioni del 5% al reddito da pensione nei prossimi 3 anni. In base a questo sistema, la media dei tagli che toccheranno i pensionati sarà pari a 615 euro nel prossimo triennio, nel 2014 la perdita sarà mediamente di 172 euro, nel 2015 di 217 euro e nel 2016 di 226 euro.

Per le pensioni d’importo superiore a 6 volte il trattamento minimo (sopra i 3mila euro lordi), l’indicizzazione sarà bloccata per il 2014, con una perdita per questo anno di 403 euro per i pensionati che rientrano in questa fascia, mentre per la fascia che da va da 3 a 4 volte la soglia minima, la perdita sarà di 26 euro nel 2014, di 39 euro nel 2015 e di 45 euro nel 2016.

Per quella che invece va da 4 a 5 volte la soglia minima sarà di 78 euro per il 2014, di 116 euro nel 2015 e di 123 euro nel 2016; mentre da 5 a 6 volte la soglia minima sarà di 182 euro nel 2014, di 309 euro nel 2015 e di 319 euro nel 2016.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il