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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: Corte dei Conti non ne parla. Situazione in stallo

Ancora nessuna novità per precoci ed usuranti: tutto tace



Erano state prima annunciate e poi promesse norme ad hoc da inserire nella Legge di Stabilità per lavoratori precoci ed usuranti. Erano le uniche categorie di lavoratori che speravano in nuovi interventi ma le misure adottate hanno smentito quanto sperato.

Nulla, infatti, è stato fatto nella prima stesura della Legge di Stabilità e se c’è qualcuno che auspica interventi in extremis in Parlamento probabilmente ne rimarrà di nuovo deluso, considerando che nelle discussioni di questi giorni non si fa accenno ad eventuali provvedimenti per precoci ed usuranti.

Eppure questa sarà una settimana decisiva per stabilire gli interventi per un nuovo futuro previdenziale degli italiani. Se il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, dopo aver chiaramente detto che la Legge di Stabilità non avrebbe contenuto alcuno stravolgimento all’attuale impianto pensionistico, è tornato a paventare l’idea di un prestito statale per la possibilità di lasciare prima a 62 anni, con 35 anni di contributi e un sistema di penalizzazioni e incentivi.

Per quanto riguarda le norme ad hoc per lavoratori precoci ed usuranti. Essi oggi si trovano in una condizione di difficoltà a causa proprio delle nuove norme Fornero.

L’ex ministro del Lavoro, infatti, nel definire la sua riforma non ha tenuto conto di particolarità di alcuni ambiti lavorativi, come la scuola, creando una serie di errori di formulazioni che hanno portato, tra l’altro, alla nascita dell’ingarbugliata questione esodati.

Anche la Corte dei Conti, nonostante intervenuta in merito ad alcuni problemi riguardanti le misure della Legge di Stabilità, tace sulla questione pensioni per precoci ed usuranti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il