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Sciopero bancari: rischio 30mila licenziamenti oltre modifica contratto variabile e stipendi

Bancari in piazza contro disdetta unilaterale contratto: manifestazioni nelle principali città italiane



Oggi bancari in piazza contro la decisione dell'Abi di disdettare unilateralmente il contratto degli oltre 30.000 lavoratori del credito. La rottura con l'Abi è avvenuta a metà settembre quando le banche hanno consegnato ai sindacati la formale disdetta del contratto che sarebbe scaduto a fine giugno 2014 motivandola con la crisi di redditività del settore, le necessità di rafforzamento patrimoniale imposte dalle autorità competenti e un aumento della vita lavorativa di dipendenti con competenze ormai obsolete.

Dall’Abi hanno fatto, infatti, sapere che “Gli attuali livelli occupazionali e retributivi non sono più sostenibili”, citando non solo l’impatto negativo dovuto alla persistente crisi economica, ma anche i cambiamenti prodotti dall’online banking, che stanno riducendo sensibilmente le operazioni allo sportello.

Le manifestazioni si terranno nelle grandi città di Italia e come riportato dai bancari ‘Vogliamo mantenere l'attuale numero di bancari e vogliamo dare un contratto dignitoso alla categoria. Vogliamo un unico contratto nazionale’.

Lo sciopero, che sarà accompagnato da manifestazioni a Roma, Torino, Milano, Genova e Ravenna, è stato, dunque, indetto a causa della decisione dell’Abi di disdettare il contratto di categoria, in scadenza a giugno 2014. “Questa mossa è una pistola alla tempia per tutti i lavoratori del settore”, ha detto Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, la rappresentanza sindacale più rappresentativa.

Per Sileoni, la fine del contratto collettivo produrrà una “balcanizzazione dei contatti: in sostanza, ciascun istituto o gruppo potrà redigere un proprio contratto aziendale, mettendo con le spalle al muro i bancari e creando una situazione di totale confusione nel mercato del lavoro”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il