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Tasi, Trise, Tares: nuova tassa casa. Modifiche possibili. Per chi, quando e come

Trise, Tari e Tasi: come funzionano e come potrebbero ancora cambiare



E’ stato battezzato Trise, il nuovo tributo sulla casa che sostituisce Tares e Service Tax e che sarà composto da due Tari e Tasi. La prima coprirà i costi dei servizi di smaltimento rifiuti urbani e dovrà essere pagata da possessori o detentori di locali e aree scoperte, a prescindere dall'utilizzo; dai componenti del nucleo familiare e, in generale, tutti gli utilizzatori degli immobili.

Per le occupazioni temporanee (inferiori a sei mesi), il tributo sarà a carico del titolare degli immobili. Sono esonerate le aree scoperte di abitazioni/locali tassabili pertinenziali o accessorie, e le aree comuni condominiali.

La base imponibile è al momento costituita dalla superficie calpestabile, non da quella catastale. Poi, quando verranno allineati i dati degli immobili ed i dati toponomastici e civici, sarà utilizzata, come base, la superficie catastale. La Tasi, invece, servirà a coprire i costi per i servizi comunali indivisibili.

A pagare questa componente saranno i possessorie detentori di fabbricati, aree scoperte e edificabili; sono obbligati in solido tutti gli utilizzatori degli immobili.

Gli inquilini pagheranno dal 10 al 30% dell'importo totale dovuto. Tuttavia, per le occupazioni temporanee (inferiori a sei mesi), il tributo sarà a carico interamente del titolare degli immobili. La base imponibile della Tasi è costituita dalla rendita catastale rivalutata.

Le abitazioni principali, su questa base, pagheranno un'aliquota dall'1 al 2,5 per mille, da stabilirsi con regolamento comunale. E' proprio la Tasi ad essere finita nel mirino delle polemiche: se, infatti, la Tari dovrà coprire la raccolta e la gestione dei rifiuti, la Tasi ha sollevato diversi dubbi e timori, a partire dal fatto che, secondo alcune stime, il suo gettito potrà addirittura superare quello dell’Imu nel 2012.

E così ora si pensa ad interventi di aggiustamento sull’impianto della Tasi nel corso del suo iter di approvazione in Parlamento. Si potrebbero, per esempio, reinserire le detrazioni già definite per l’Imu ma che erano state eliminate per la Tasi. Ora si pensa di introdurre un contributo minimo di 50 euro da applicare su tutto il territorio nazionale.

Una seconda ipotesi riguarda una possibile fusione di Tasi e Tari, che verrebbero pagate sulla base di un unico criterio contabile. Altra proposta per le aliquote della Tasi, riguardano una percentuale unica, pari all’uno per mille per tutti i Comuni, con la facoltà però per questi ultimi di salire fino a un massimo del 2,5 per mille.

Molti sindaci, però, hanno chiesto di abolire tetti alle aliquote, permettendo alle amministrazioni comunali di agire in maniera più flessibile nella decisione di detrazioni ed eventuali percentuali impositive.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il