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Pensioni donne e uomini Governo Letta: Corte Dei Conti non dice nulla su richiesta Ue

Commissione Ue contro Italia ma la Corte dei Conti tace: cosa succederà?



La Commissione europea punta il dito contro l’Italia sulla questione pensione uomini e donne, in Parlamento si torna a discutere di eventuali nuove misure per equiparare ancora una volta l’età contributiva senza differenza di genere, ma la Corte dei Conti tace in merito.

Dopo aver chiarito di ritenere insufficienti ed inique le misure previste nella nuova Legge di stabilità, la Corte ha infatti unicamente auspicato aumenti per gli assegni dei pensionati.

Nessun accenno alla questione sollevata dall’Ue. Ma, di fatto, essa esiste. Aver equiparato l’età pensionabile tra uomini e donne con la nuova riforma definita dall’ex ministro Fornero che fissa a 66 anni la soglia di uscita dal lavoro per tutti, infatti, non è bastato.

La Commissione europea ha deciso comunque di aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia a causa della norma che fissa una differenza tra uomini e donne negli di anni di contributi necessari per ottenere il pensionamento anticipato, nuovi calcoli hanno stabilito che gli effetti della Legge di Stabilità 2013-2014 saranno pesanti, da un punto di vista fiscale, sui pensionati.

La norma contestata è la legge 214 del 2011, in base alle quali gli anni minimi di contribuzione per ottenere la pensione prima di arrivare all’età massima sono stati fissati in 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini. La norma italiana andrebbe contro l'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il