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Legge di Stabilità Governo Letta: punto della situazione aggiornato a questa settimana

Cosa potrebbe cambiare per Legge Stabilità con discussioni parlamentari?



Misure sul pubblico impiego, pensioni, aumenti assegno, limite all’uso del contante: sono diverse le ipotesi di modifica in discussione sulla Legge di Stabilità che ha iniziato il suo iter parlamentare.

Se sindacati e Confindustria hanno richiesto revisioni per quanto riguarda, a loro dire, la stretta delle norme sui dipendenti pubblici, Corte dei Conti ed esponenti politici, primi fra tutti il presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano e l’esponente del Pdl. Renata Polverini, chiedono ancora interventi sulle pensioni.

A questo proposito, poi, si riflette sul monito della Commissione europea che ha puntato il dito contro l’Italia. Il motivo? La differenza di trattamento di genere dei requisiti contributivi per andare in pensione. Bruxelles, infatti, ha deciso di aprire una procedura di infrazione nei confronti del Belpaese a causa di una norma sulle differenze di trattamenti contributivi tra uomini e donne.

La norma contestata è la legge 214 del 2011, in base alle quali gli anni minimi di contribuzione per ottenere la pensione prima di arrivare all’età massima sono stati fissati in 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini.

Tale norma andrebbe contro l'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne. Per questo motivo, il governo è pronto a discutere ancora una volta della questione pensioni in Parlamento.

Richiesti interventi anche per sul pubblico impiego: le misure definite dalla Legge di Stabilità, in prima approvazione, rischiano, infatti, di avere effetti decisamente negativi.

Per il 2014, sia il blocco della contrattazione collettiva per i dipendenti della pubblica amministrazione, sia lo stop al turnover promesso precedentemente alle nuove misure sui precari costeranno molto e si tratta del quarto anno consecutivo in cui gli stipendi rimangono allo stesso livello di indicizzazione. Severo, in merito, il giudizio della Corte dei Conti.

Il presidente Raffaele Squitieri ha avvisato: “E’ necessario ripensare l'organizzazione stessa delle funzioni pubbliche. Occorre evitare che la riduzione del numero dei dipendenti determini il degrado nella qualità dei servizi erogati alla collettività. Per questo sono necessari una ridefinizione degli assetti organizzativi, l'attivazione di estesi meccanismi di mobilità, l'approntamento di moderni sistemi di incentivazione”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il