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Pensioni Governo Letta ultime notizie: il caso dell'esercito e le ingiustizie sociali

I problemi pensioni e la situazione militari: si urla allo scandalo



Crescono polemiche e dibattiti sul tema delle pensioni e sulle modifiche tanto auspicate che, probabilmente, non arriveranno. Per lo meno non con la definizione definitiva della nuova Legge di Stabilità.

I problemi riguardano esodati, lavoratori precoci ed usuranti e blocco delle rivalutazioni. Diversa, invece, la situazione dei militari: per loro dieci anni di lavoro in meno, tutti retribuiti quasi a pieno (85% dell’ultimo stipendio) elargiti dallo stesso governo che perseguita i pensionati che hanno versato trenta o quaranta anni di contributi e si sono ritirati secondo leggi in vigore da tempo.

I militari che abbiano compiuto 50 anni, e che per andare in pensione dovrebbero attendere ancora 10 anni, potrebbero avere già la possibilità di non lavorare proprio più, conservando però l’85% della paga fino al giorno della pensione.

Ma le ‘novità’ per loro non finiscono qui: diversamente da quanto accade per altri lavoratori pensionati prima dei 65 anni, i militari possono fare anche altri lavori, senza alcuna penalizzazione, quindi non in nero, come molti cassintegrati riciclati idraulici o imbianchini, ma con regolare contratto e fattura, come si addice a chi troverà lavoro magari proprio come consulente ancora delle Forze Armate o di qualche azienda.

Queste novità rappresentano un’ingiustizia sociale non da poco: mentre, infatti, migliaia di pensionati si battono per avere ciò che meritano, altri possono godere di benefici grandissimi e si dice ‘In un Paese di esodati e precari possiamo portare avanti uno scandalo del genere?  E’ uno scivolo d’oro, come diavolo si fa a spiegarlo alla gente?’.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il