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Insegnanti e scuola in Legge Stabilità: modifiche stipendio e contratto rispetto Statali e non solo

Decreto scuola: le novità della Commissione Cultura



La VII commissione cultura al Senato ha espresso parere favorevole sugli interventi della scuola della Legge di Stabilità. Parere positivo della Commissione sull’articolo 3, commi 3 e 4, che prevede lo stanziamento di 3 milioni di euro nel 2014 e 43,5 rispettivamente per il 2015 e per il 2016, al fine di sostenere ‘la strategia nazionale di sviluppo nella Aree interne del Paese, finalizzate ad interventi pilota per riequilibrare i servizi di base in materia di istruzione’.

Favorevole anche al comma 5 dell'articolo 9 che prevede una spesa di 220 milioni di euro nel 2014 da destinare alle scuole non statali, cioè paritarie pubbliche e private. Prorogato per il solo personale della scuola fino al 31 dicembre 2013 il blocco degli scatti già stabilito per gli anni 2010, 2011 e 2012.

Bloccando la progressione per anzianità anche per il 2013 si interviene sul contratto vigente, con un prelievo di 300 milioni di euro, che si spostano dalle retribuzioni del personale al contenimento della spesa pubblica.

La Commissione Cultura, con gli emendamenti apportati al decreto legge n. 104, ha, dunque, confermato il blocco dello stipendio di un insegnante neo-assunto per 8 anni; il blocco del primo gradone stipendiale, con tutti coloro che sono stati assunti a partire dal 2011, anche con retroattività giuridica 2010, e che manterranno fermo per molto tempo il loro stipendio, già tra i più bassi dell'area Ocse.

Nessun provvedimento, inoltre, a favore dell'assunzione del personale precario docente e Ata su tutti i posti vacanti e disponibili; e nessun inserimento nelle GaE di quasi 100mila tra docenti idonei dell'ultimo concorso ordinario, abilitati con il Tfa ordinario a numero chiuso o prossimi all'abilitazione con i percorsi abilitanti riservati.

Brutte notizie anche sul fronte universitario: il governo ha, infatti, fatto marcia indietro sull’annunciato piano di reclutamento, lasciando così senza risposte migliaia di dottori e assegnisti di ricerca con diversi anni di docenza a contratti alle spalle.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il