Btp Italia: rendimento netto ufficiale. Oggi chiusura asta anticipata. Boom prenotazioni

Nuovo Btp Italia: rendimento annuo garantito fissato al 2,15% dal Tesoro



Al via da oggi, martedì 5 novembre, e fino all’8 novembre la quinta emissione del Btp Italia. L'emissione avrà luogo mediante la raccolta di ordini d'acquisto degli investitori sul Mot attraverso BNP Paribas (Banca Nazionale del Lavoro) e Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese.

Il taglio minimo del nuovo Btp Italia è, come per i precedenti, di mille euro, si possono comprare solo multipli di mille e la durata minima del collocamento non sarà più pari a due giornate piene poichè questa volta il Tesoro ha deciso che il collocamento potrà essere chiuso anche alle ore 14 di domani, cioè il 6 novembre del 2013.

I risparmiatori potranno presentare le richieste attraverso gli intermediari, in banca o alla posta, avvalendosi del sistema di home banking se si è in possesso di un conto titoli e dell'abilitazione alle operazioni di trading in strumenti finanziari.

Per quanto riguarda il tasso minimo garantito per la nuova emissione di Btp Italia, il Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha comunicato ieri il tasso cedolare reale annuo minimo garantito pari a 2,15%, mentre il tasso cedolare reale annuo definitivo sarà fissato al termine del periodo di raccolta degli ordini e non potrà essere inferiore al tasso cedolare reale annuo minimo garantito.

Il rendimento annuo minimo garantito fissato prima dell'apertura del collocamento è il più basso rispetto alle altre quattro emissioni di Btp Italia. Alla vigilia dell'ultima offerta il tasso minimo era stato indicato al 2,25%, mentre il più alto era stato toccato nella seconda emissione (3,55%).

Il tasso minimo annunciato è comunque in linea con le attese degli analisti che si aspettavano un rendimento di poco superiore al 2%. Il rendimento di questo Btp non sarà fisso per tutta la durata, perché si tratta di un titolo legato all'inflazione italiana, per cui una parte è di cedola fissa, quella decisa dal Tesoro, e una parte di rendimento variabile, che dipenderà dall'inflazione.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il