Riforma province Governo Letta: novità in settimana attese. Cosa potrebbe cambiare e dipendenti

Come cambiare il sistema delle Province: le possibili novità



Continua la discussione del disegno di legge Delrio sulle ‘disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni’.

Per il governo il problema sono le Province e per una riforma organica del sistema, in ballo quattro punti fondamentali: valorizzazione dell’autonomia come responsabilità, per cui Comuni e Province e Città Metropolitane devono essere considerati come enti di governo delle rispettive comunità, titolari di una sfera di autonomia riconosciuta direttamente dalla Costituzione; riconoscimento di centralità e pari dignità dei soggetti costitutivi della Repubblica senza alcuna gerarchia, ma qualificando i ruoli istituzionali dei diversi soggetti del sistema, e la necessità che il ruolo delle Regione si limiti al carattere legislativo e programmatorio, mentre l’amministrazione e la gestione dei servizi pubblici deve essere incentrata sulle amministrazioni comunali e provinciali; chiarificazione delle funzioni dei diversi soggetti del sistema, che sono poi l’aspetto che comporta la maggiore spesa ed i maggiori costi, evitando sovrapposizione di interventi sulla medesima materia; ed eliminazione di tutti gli Enti intermedi non elettivi.

Molte delle funzioni svolte dalle varie partecipate potrebbero essere gestite direttamente da Regioni, Province e Comuni, sfoltendo, dunque, presidenti e consiglieri di amministrazione, non eletti dal popolo, ma nominati dalla politica.

Per quanto riguarda i dipendenti, sarebbero trasferiti e non ci dovrebbero essere tagli del personale. “Per abolire le province sarà necessaria una riforma costituzionale, non basta una legge parlamentare, poichè esse sono ‘scritte’ nella Costituzione. Entro la fine del 2013 questi enti amministrativi saranno svuotati dei loro poteri, che verranno assegnati ai Comuni.

A questi ultimi spetteranno le funzioni amministrative di una serie di servizi (parte di quelli scolastici, per esempio) che attualmente vengono distribuiti tra regione, provincia e comune” ha detto il ministro per le Regioni e le autonomie Graziano del Rio.

E ha aggiunto “A maggio non si voterà più per le Province perchè nel frattempo saranno diventate enti di secondo grado. Non verranno cioè elette dai cittadini. Delle province faranno parte i sindaci dei Comuni del territorio, che tutti assieme formeranno un'assemblea in seno alla quale verrà scelto il nuovo presidente a costo zero.

Saranno cioè i sindaci a scegliere il presidente, non più i cittadini. Si tratta di una riforma molto importante. Le Città metropolitane arriveranno dal primo di gennaio. Nelle aree metropolitane le Province saranno assorbite della Città metropolitane via via che andranno a costituirsi e insediarsi”.

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di Marianna Quatraro pubblicato il