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Btp Italia Novembre 2013: oggi mercoledì chiusura anticipata. Tasso interesse ufficiale finale

Chiusura anticipata per nuova emissione Btp Italia: tassi e rendimenti



Il Btp Italia ha raccolto in un solo giorno adesioni per 16,84 miliardi euro, poco lontano dal record di 17 miliardi sottoscritto in due giornate nella precedente emissione dello scorso aprile.

E il Tesoro ha deciso, come già annunciato, di anticipare la chiusura del collocamento del Btp Italia alle 14, vista la forte adesione registrata ieri nel primo giorno di offerta.

Il rendimento reale, al quale andrà sommato poi il tasso di inflazione rilevato dall'Istat per calcolare la cedola semestrale, dovrebbe essere confermato al 2,15%, considerando che il Btp non indicizzato con scadenza più vicina rende al momento il 2,51%, la cosiddetta break-even inflation, cioè il livello minimo dell'inflazione media annua che si deve verificare nei prossimi 4 anni affinché il titolo in collocamento sia più conveniente rispetto al rivale tradizionale si colloca allo 0,36%.

I  risparmiatori potranno comunque continuare a sottoscrivere l'emissione allo sportello bancario (o postale) o attraverso il canale online anche oggi fino alle 14. Il l titolo indicizzato all'inflazione offre, dunque, un tasso minimo garantito del 2,15% lordo annuo, ma variabile, mentre il rendimento effettivo sarà annunciato al termine del periodo di raccolta ordini sulla base del prezzo di emissione finale e non potrà essere inferiore alla cedola.

Praticamente, esiste una parte di cedola fissa (2,15) e una variabile, che dipenderà dall'inflazione. In più, viene riconosciuto un premio fedeltà del 4 per mille per chi detiene i titoli fino alla loro naturale scadenza, cioè il 12 novembre 2017.

Per quanto riguarda i rendimenti, ipotizzando di acquistare mille euro di Btp oggi, che è il taglio minimo di acquisto, come spiegato da Angelo Drusiani, esperto in campo obbligazionario, e che la cedola resti al 2,15% e l'inflazione si mantenga allo 0,9%, in quattro anni si dovrebbero incassare 75,25 euro, al netto della ritenuta del 12,5%, più 3,5 euro di premio fedeltà, in tutto 78,75, pari a quasi il 2% annuo.

Ma, se dovesse passare la nuova tassa depositi al 2 per mille (sull'intero capitale) prevista dall'ultima legge di stabilità, si dovranno pagare altri 8 euro e così i 78,75 euro si ridurrebbero a 70,75, per un rendimento dell'1,8%: il 10% in meno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il