BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: non si fa nulla, ma uscita prima concessa ai militari

Tutto tace per precoci e usuranti ma novità militari: i paradossi del governo italiano



Sono gli ultimi giorni di discussioni per definire eventuali modifiche da apportare alla Legge di Stabilità. Gli interventi auspicati nel mondo delle pensioni ci saranno ma non saranno quelli auspicati, soprattutto per quanto riguarda lavoratori precoci e usuranti.

Si tratta di categorie per le quali era stata avanzata la richiesta di tornare ad andare in pensione con le vecchie regole, cioè quelle antecedenti l’entrata in vigore delle attuali norme volute dall’ex ministro Fornero. O comunque regole ad hoc, pensate esclusivamente per loro.

Ma nulla è stato fatto, e, nonostante secondo Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, “Le norme relative all’indicizzazione delle pensioni vanno modificate perchè sono inique, perché non si può ancora mortificare il potere d’acquisto dei pensionati che, tra l’altro, sono la stampella di molte giovani famiglie”, non sembra cambierà nulla in merito.

Di contro, qualcosa cambierà certamente per i militari. Per questa categoria di lavoratori è prevista la possibilità di lasciare il lavoro a 50 anni, cioè con dieci anni di lavoro in meno, tutti retribuiti quasi a pieno (85% dell’ultimo stipendio).

I militari che abbiano, dunque, compiuto 50 anni, e che per andare in pensione dovrebbero attendere ancora 10 anni, potrebbero avere già la possibilità di non lavorare proprio più, conservando però l’85% della paga fino al giorno della pensione. Inoltre, diversamente da quanto accade per altri lavoratori pensionati prima dei 65 anni, avranno anche la possibilità di fare anche altri lavori, senza alcuna penalizzazione, con regolare contratto e fattura.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il