Pensioni Governo Letta ultime notizie: emendamenti Legge Stabilità. Il punto della situazione

Possibili novità pensioni: gli emendamenti in ultima discussione Legge Stabilità



Dopo il blocco delle indicizzazioni per gli assegni superiori a tre volte il minimo, cioè quelle intorno ai 3mila euro netti; e un contributo di solidarietà per le pensioni d’oro, cioè al di sopra del 150mila euro annui, con prelievi progressivi fino al 15% ogni 50mila euro di reddito in più, nella discussione finale della Legge di Stabilità saranno affrontati nuovi emendamenti.

Il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ha detto che non ci sarà nessun aggravio fiscale per le famiglie; allo studio poi la possibilità di estensione della no tax area a 8mila euro per tutti, sia per le pensioni che per i lavoratori; lo stop all’aumento dei contributi per le partite Iva, oltre agli oltre 300 milioni in arrivo per la Cassa integrazione dell’anno in corso; ed è stata avanzata la possibilità di chiedere anche ai percettori degli assegni da 100mila euro in su di contribuire con la quota di solidarietà e bloccare lo stop all’indicizzazione dei trattamenti previdenziali.

Novità in arrivo anche per i militari prossimi alla pensione e per attori, cantanti, ballerini, sportivi. I militari potrebbero infatti avere la possibilità di mettersi a riposo a 50 anni conservando l'85% della retribuzione, secondo quanto definito da un provvedimento proposto da Giampaolo Di Paola, ex-ministro della difesa nel governo Monti.

Di Paola ha previsto la possibilità di effettuare parecchi prepensionamenti e di ricorrere all'esenzione dal servizio, che consentirà a molti militari di congedarsi dal lavoro con dieci anni di anticipo, rispetto a quanto prevede la legge e cioè a 50 anni invece che a 60, conservando l’85% della retribuzione.

Novità anche per attori, ballerini, cantanti e sportivi: prevista anche per loro la possibilità di andare prima in pensione rispetto all’attuale soglia dei 66 anni. Sembra, invece, rimangano fuori da questa possibilità categorie di lavoratori, come precoci ed usuranti, per cui spesso è stata avanzata la richiesta di una pensione anticipata considerando il tipo di lavoro svolto nell’arco della loro vita. Ma in merito, tutto tace.

Nulla figura neanche per i pensionandi della scuola appartenenti alla cosiddetta Quota 96: il Ministero dell'Istruzione non ha ancora reso pubblico il numero di quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione della riforma Fornero che non ha tenuto conto della peculiarità specificità del comparto scuola.

Tra gli altri emendamenti in discussione, i contributi figurativi per i donatori di sangue.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il