Ancora voci su possibile fusione tra Eni ed Enel

Enel sposa di Eni per non far da preda? Questo è l'ultimo rumor che dà il gruppo di Conti per possibile boccone in pasto a Eon



Enel sposa di Eni per non far da preda? Questo è l'ultimo rumor che dà il gruppo di Conti per possibile boccone in pasto a Eon. Certo che la Borsa è davvero una giungla: passi dei mesi in posa da cacciatore e poi una mattina ti svegli e sei la preda. Questo più o meno il pensiero passatoci di mente stamattina appena abbiamo aperto il Sole 24 Ore e visto quel taglio basso che titolava “Il rischio di Opa apre la strada a Eni-Enel”.

La notizia non è delle più fresche e neanche delle più credibili, tuttavia merita forse delle riflessioni. Eon, l’aspirante padrone di Enel cui fa riferimento l’articolo sul quotidiano di Confindustria ha registrato a fine 2005 un fatturato da quasi 56,4 miliardi di euro contro i 36 di Enel. Si tratta di uno dei colossi europei dell’energia e sicuramente di un avversario con cui Enel dovrà nel bene o nel male tornare a confrontarsi in futuro. Intanto qualcuno che scommette sulle prossime nozze fra l'energia e gli idrocarburi c'è e il titolo di Enel guadagna l'1,32%. Un vantaggio infatti dalla fusione ci potrebbe essere e riguarda le quote in eccesso che lo Stato ha in Cdp. la mossa sarebbe, però, comunque difensiva e ricorderebbe un po' il caso francese contro cui Enel per ora lotta, anche se con scarso successo. Insomma possibile che di qua dalle Alpi si ripeta lo scenario della fusione Gaz-de-France e Suez che tanto abbiamo contestato?

In realtà il colosso tedesco dell’energia Eon ha ottenuto la prima pagina di molti dei nostri giornali a seguito di una vicenda per così dire “poliziesca”. Al centro della teorica contesa s’inserisce la bella spagnola Endesa che è nei desideri del madrileno Gas Natural e della stessa E.on. Il management ha ricevuto ricche offerte da entrambi i contendenti, ma ha giudicato “amichevole” solo quella tedesca: esterofilia? In ogni caso qualcuno spera che la deviazione spagnola alleggerisca le pressioni ancora del tutto eventuali su Enel (che è infatti considerata dai tedeschi un po' la preda alternativa), anche se la crescita di massa critica di un gruppo avversario non dovrebbe poi tanto piacere al gruppo di Fulvio Conti, soprattutto perché Endesa ha un ricco ramo italiano che è Endesa Italia e che potrebbe rappresentare un appiglio notevole sul nostro mercato.

In ogni caso il gruppo spagnolo è assai combattivo e stuzzica anche noi, tanto che ha denunciato alla Kroes, presidente della Commissione europea Antitrust l’accordo Enel-Edf che prevede un accresciuto potere nel board di Edison per i francesi in cambio di un ruolo in Epr (il programma nucleare francese) e di una quota dell’energia prodotta dalle centrali atomiche francesi già a partire a partire da oggi e che sarà acquistata a prezzi di mercato.

A far sbuffare gli spagnoli è probabilmente un’intesa franco italiana che rischia di farsi pericolosa, ma c’è anche un altro punto: il fatto che il governo italiano utilizzi le leggi che limitano il potere di voto nelle ex Genco, e i limiti alle partecipazioni azionarie, come una clava politica. Sicuramente una critica verosimile anche se sterile in questa Europa poco propensa a un liberismo sincero. Intanto raccomandiamo a Conti di diffidare anche di Edf visto che, a quanto pare, i francesi per ora si sono dimostrati asai più propensi a chiedere che a dare e, inoltre, danneggiando Aem ci hanno davvero guadagnato. Ma questa è una storia che racconteremo un’altra volta.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il