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Spread Btp-Bund ma anche la deflazione. Previsioni e aspetti pro-contro

Spread e deflazione: situazione e previsioni



Apre in lieve rialzo il mercato obbligazionario italiano, con lo spread su Bund nel tratto a dieci anni in minimale allargamento, per la parallala salita del debito tedesco.

Oggi, il tasso del decennale italiano è sceso al 4,143% dal 4,152% del finale di seduta di venerdì, mentre lo spread tra Btp e Bund si attesta a 240 punti base dai 239 punti base della chiusura. Ma a preoccupare non è solo il livello dello spread tra Btp e Bund ma anche la deflazione (diminuzione del livello dei prezzi).

Se l'aumento dei prezzi è un fattore strutturale in fasi di crescita, ma tendenzialmente negativo dal momento che riduce il potere d'acquisto dei cittadini, la deflazione può apparire a prima vista un fenomeno positivo perchè aumenta il potere d'acquisto permettendo alle persone di comprare più beni con lo stesso reddito.

Ma, in realtà, non è sempre così. In una fase deflazionistica i consumatori sono indotti a spendere meno o a rinviare gli acquisti, nell'attesa che i prezzi continuino a scendere. Lo stesso presidente di Confindustria. Giorgio Squinzi, ha spiegato che “Il fatto che l'inflazione diminuisca nonostante ci sia stato un aumento dell'Iva significa che siamo in una situazione di vera e propria deflazione, e questo è preoccupante”.

Per sostenere l'economia, proprio qualche giorno fa, la Bce guidata da Mario Draghi ha deciso di tagliare il costo del denaro allo 0,25%, dimostrando che la Bce è pronta a intervenire per ‘aiutare’ un un quadro economico che non è dei migliori e perchè sull'Eurozona incombe lo spettro della deflazione dopo che a ottobre l'indice dei prezzi al consumo è sceso allo 0,7% su base annua rispetto all'1,1% di settembre. Si tratta, in questo caso, di deflazione cattiva, quella cioè causata da un calo della domanda.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il