BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia ed anzianità Governo Letta: buone possibilità approvazione emendamenti presentati

Novità pensioni e probabile approvazione: le modifiche allo studio



Blocco delle indicizzazioni per gli assegni superiori a tre volte il minimo, cioè quelle intorno ai 3mila euro netti; e contributo di solidarietà per le pensioni d’oro, cioè al di sopra del 150mila euro annui, con prelievi progressivi fino al 15% ogni 50mila euro di reddito in più. 

Queste le principali misure sulle pensioni inserite nella nuova Legge di Stabilità. Ma l’indicizzazione potrebbe provocare effetti negativi: secondo quanto riporta, infatti, il Sindacato pensionati italiani della Cgil, infatti, la media dei tagli che colpiranno i pensionati sarà pari a 615 euro nel prossimo triennio. In particolare, nel 2014 la perdita sarà mediamente di 172 euro, nel 2015 di 217 euro e nel 2016 di 226 euro.

Sono stati presentati, però, nuovi emendamenti che verranno affrontati nella discussione finale della Legge di Stabilità: dalla possibilità di estensione della no tax area a persone con redditi inferiori ai 12mila euro; allo stop all’aumento dei contributi per le partite Iva, oltre agli oltre 300 milioni in arrivo per la Cassa integrazione dell’anno in corso.

Altra proposta allo studio quella che prevede la sostituzione della cassa integrazione in deroga con la possibilità di ricevere già a 62 anni, in anticipo rispetto alle disposizioni in vigore con la legge Fornero, la pensione anticipata.

Ad avanzare questa nuova proposta è stato Giorgio Santini che ha spiegato: “Si tratta di permettere alle persone che hanno perso un lavoro ed esaurito la possibilità di accedere agli ammortizzatori ordinari di potere incassare prima il proprio assegno pensionistico”.

In discussione anche la possibilità, che ha suscitato non poche polemiche, per i militari dell'esercito di congedarsi a 50 anni, cioè 10 anni prima della soglia attualmente prevista per l’uscita dal lavoro, con l'85% dello stipendio e con il diritto alla pensione piena.

Come anticipato, in discussione ci sarebbe anche la modifica all’attuale sistema di solidarietà, con un’ulteriore stretta sulle pensioni d’oro. L’obiettivo è quello di abbassare la soglia che fa scattare il contributo, dagli attuali 150mila euro a 90mila euro e, allo stesso tempo, prevedere un graduale incremento della percentuale applicata (attualmente è al 5%).

Le maggiori risorse dovrebbero andare a ridurre la deindicizzazione dei trattamenti, che attualmente scatta per le pensioni tre volte superiori alla minima.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il