Tuc nuova tassa casa Legge Stabilità invece di Trise, Tari, Tasi: quando, chi e come dovrebbe pagare

Cos’è il Tuc e come funzionerebbe: la novità sulla casa



Dalla Trise al Tuc: è il nuovo Tributo unico comunale, tributo che non sarà dovuto sull’abitazione principale, introdotto da un emendamento alla Legge di Stabilità. La misura prevede, a differenza della Tasi, un'aliquota massima del 10,6 per mille sugli immobili e i servizi comunali indivisibili.

La novità consiste nel fatto che l’imposta studiata dal Pdl andrebbe a sostituire per la parte strettamente immobiliare, l’Irpef (e le relative addizionali dovute sui redditi fondiari relativi ai beni non locati), affiancandola all’imposta comunale sugli immobili.

A firmare l’emendamento in questione (che per altro prevede la riscossione suddivisa in tre versamenti a partire dal 16 aprile, poi a metà agosto e l’ultimo il 16 dicembre), il relatore Pdl alla legge di stabilità, il senatore Antonio D’Alì.

Dunque, l’aliquota massima sarebbe fissata al 10,6 per mille da applicare sugli immobili e sui servizi indivisibili sulla base di due componenti, quella patrimoniale (con aliquota massima non oltre l’8,1 per mille) e quella sui servizi indivisibili, nella misura massima dell’1,5 per mille per l’utilizzatore, cioè l’inquilino, e dell’1 per mille in più per il proprietario.

I Comuni avrebbero invece il compito di fissare una tariffa per la copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti.

Il Tuc sostituirà la componente immobiliare dell’Irpef e delle relative addizionali dovute sugli immobili di proprietà e dell’imposta comunale sugli immobili, cioè l’ex Imu.

Per quanto riguarda la parte dei servizi, il Tuc sostituirebbe invece i costi di gestione dei servizi indivisibili, come ad esempio l’illuminazione pubblica e la manutenzione stradale. Il Tuc non è previsto sulla prima casa, e in questo reintroduce l’esenzione anche per i terreni agricoli e i fabbricati rurali.

 

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di Marcello Tansini pubblicato il