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Pensioni donne e uomini Governo Letta: uscita prima a 62 anni solo se si è licenziati. Paradosso

In pensione prima ma solo se si viene licenziati: il paradosso delle proposte italiane



La discussione che si sta creando intorno alle pensioni rischia di diventare un paradosso: la nuova proposta è quella che prevede la possibilità di lasciare il lavoro a 62 anni, anziché a 66, invece di ricevere la cassa integrazione, dunque, per andare in pensione prima bisognerebbe farsi licenziare e rientrare in coloro che beneficiano della cassa integrazione.

Ad avanzare la proposta è stato l'esponente del Pd Giorgio Santini che l’ha pensata per salvaguardare migliaia e migliaia di persone che hanno perso il lavoro e che si ritrovano in Cassa Integrazione o in disoccupazione.

Santini ha spiegato che “si tratta di un provvedimento che permetterà a tutte quelle persone senza un lavoro e che non possono più usufruire degli ammortizzatori ordinari, di poter incassare prima l'assegno pensionistico mensile. È un numero sempre crescente di potenziali esodati e per lo Stato significa mobilitare sempre più risorse”. 

Questa nuova ipotesi non prevede, però, penalizzazioni per il pensionamento anticipato: per andare in pensione varranno le vecchie regole antecedenti l’attuale legge Fornero e l'assegno mensile sarà proporzionato in base agli anni effettivamente lavorati.

Altra modifica che potrebbe essere apportata alla Legge di Stabilità 2014, è prevista anche l'introduzione di una no tax area per i lavoratori e pensionati che hanno un reddito inferiore a 12.000 euro.

Si discute ancora molto, invece, per le pensioni del militari che in questi giorni hanno scatenato non pochi dissensi: a scatenare polemiche la possibilità per i militari di andare in pensione all'età di 50 anni compiuti percependo l'85% dello stipendio e con il diritto alla pensione piena.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il