Legge di Stabilità Governo Letta: pochi cambiamenti veri nonostante tanti emendamenti

Tanti emendamenti alla Legge di stabilità ma problemi economici per approvazione



Tantissimi gli emendamenti proposti alla nuova Legge di Stabilità, ma “I vincoli di finanza pubblica e soprattutto quelli delle politiche economiche dell'Eurozona rendono irricevibile la richiesta di una terapia shock” ha ammesso il viceministro dell'Economia, Stefano Fassina, secondo cui la nuova Manovra non potrà fare miracoli.

Fassina ritiene “fondamentale correggere la rotta di politica economica dell'Eurozona. Nessuna economia nazionale può avere una crescita in grado di recuperare occupazione senza correggere radicalmente la politica dell'Eurozona”, sottolineando che “è la prima volta in 12 anni che viene fatta una manovra anticiclica, con un indebitamento programmatico che è maggiore del tendenziale”.

E poi ha aperto alle possibilità: “Valuteremo gli emendamenti” in merito all'ipotesi di un'estensione della cosiddetta no tax area per i redditi fino a 12mila euro; e sull'Irpef, “il governo è disponibile a fare miglioramenti sulla legge di stabilità, in particolare sull'Irpef, per irrobustire il potere d'acquisto sulle famiglie più in difficoltà”.

Ma è, invece, caos sull’emendamento per vendere le spiagge. Prima nove senatori democratici hanno presentato un emendamento alla Legge di Stabilità che prevede la dismissione delle aree dove sorgono gli stabilimenti balneari. Ma il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha commentato: “Politicamente inaccettabile”.

E alla fine l’emendamento viene ritirato. La vendita delle infrastrutture balneari cedibili e l’allungamento delle concessioni sulle spiagge, insieme alla sanatoria sulle cartelle esattoriali, era stato inizialmente proposto dal Pdl, con l’intenzione di recuperare risorse da destinare innanzitutto alla riduzione del cuneo fiscale.

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di Marcello Tansini pubblicato il