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Obbligazioni Usa da comprare invece dei titoli di stato europei e Btp. Consigli fine 2013 e 2014

Treasury americani e non solo: confronto tassi investimenti e prospettive



Se diversi analisti guardano alle obbligazioni dei paesi emergenti come quelle che stanno fortemente recuperando dal mese di settembre, dopo un lungo periodo di oscillazioni, causate dagli annunci della Federal Reserve americana sulla volontà di ridurre gradualmente (tapering) la politica di acquisto di titoli del Tesoro Usa, che le hanno portate a diventare uno dei principali investimenti di lungo periodo, soprattutto se si punta sui bond di Messico, Colombia, Perù e Filippine, e sulle emissioni di paesi più deboli, come la Turchia e il Brasile, come riportato da Vito Lops sul Sole 24 Ore, altri analisti guardano ai Treasury americani a 10 anni, che si stanno avvicinando a quel 3% già toccato questa estate, quando per la prima volta si era avanzata l’ipotesi del cosiddetto tapering, cioè del piano di riduzione degli stimoli monetari.

Secondo, infatti, Steven Englander, specializzata nella strategia valutaria globale di Citibank, i Treasury americani, per la prima volta dal 2010, hanno tassi più alti della media dei tassi dei primi otto Paesi dell'Eurozona, ponderati per Pil.

E l'andamento positivo è confermato anche dal confronto tra il tasso dei Treasury (2,73%) e la media dei tassi di Germania (1,73%), Francia (2,27%), Italia (4,11%), Spagna (4,08%), Belgio (2,46%), Olanda (2,08%), Austria (2,12%), Danimarca (1,83%) che è pari a 2,58%.

Come spiega il Sole 24 Ore, il 'successo' dei Treausury è determinato dal fatto che le basse prospettiva di crescita nell'Eurozona stanno alimentando uno scenario potenzialmente deflativo, e pertanto di tassi molto bassi. 

Considerando che l'inflazione è uno dei fattori che influenzano il rendimento atteso dei titoli di Stato, uno scenario di bassi aumenti o addirittura di deflazione contribuisce a far crollare i tassi dei titoli di Stato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il