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Btp e Obbligazioni aziendali 2013-2014: rendimenti fino al 5%.I migliori titoli per consigli gestori

Portafogli divisi tra titoli di Stato e obbligazioni: i consigli


Comporre un portafoglio a reddito fisso per il 50% in Btp e titoli di Stato italiani e per l’altro 50% in obbligazioni societarie: questa, secondo quanto riportato su CorrirEconomia, la scelta migliore di investimento per ridurre volatilità e rischio.

E’ Daniele Guidi responsabile delle gestioni obbligazionarie di Bnp Paribas Ip a suggerire una soluzione per fronteggiare uno scenario del mercato che si prospetta complesso, soprattutto se nel 2014 i tassi di lungo termine dovessero ricominciare a salire, come già accaduto nel maggio di quest’anno.

E se i Btp italiani, nel luglio del 2012, hanno più che dimezzato il differenziale di rendimento rispetto alle emissioni tedesche su tutte le principali scadenze, pur mantenendo una cedola di tutto rispetto, oggi, quelli a tre anni, tassati come tutti i titoli di Stato al 12,5%, offrono una remunerazione del l’1,79%, quelli a cinque anni pagano un rendimento del 2,91%, mentre quelli a sette anni hanno un rendimento al 3,35%, curva che si impenna nuovamente sulla scadenza decennale, dove il nostro Btp arriva a offrire il 4,2%, il 2,4% in più rispetto al Bund.

Ma “È innegabile che il rischio politico rimanga molto elevato, e scossoni violenti, come una crisi di governo improvvisa, potrebbero fare nuovamente aumentare gli spread anche di un punto percentuale, provocando notevoli perdite agli investitori” ha detto Antonio Mauceri, amministratore delegato di Augustum Opus Sim.

Comunque, secondo gli strategisti di Bnp Paribas Ip la componente di portafoglio investita in titoli di Stato italiani potrebbe essere distribuita per il 10% sulle scadenze a tre anni, per il 50% sulle emissioni a 5, per il 10% sui Btp di durata settennale e infine, per i risparmiatori che hanno una ragionevole certezza di non dover smobilizzare l’investimento prima della scadenza, un 30% sulle emissioni di più lunga durata, a dieci anni.

Il rendimento medio di un portafoglio di soli Btp così concepito raggiunge il 3,25% lordo, corrispondente a un netto del 2,85%. Antonio Mauceri si schiera, però, nche dalla parte delle obbligazioni aziendali.

Parlando di obbligazioni, secondo Daniele Guidi, “In generale, nella scelta delle obbligazioni societarie, è preferibile puntare su scadenze intermedie, ed evitare di investire su bond con durata superiore ai cinque anni, in modo da non aggiungere un rischio di tasso al rischio emittente dei singoli titoli”.

Ma un limite dei corporate bond, per l’investitore privato, è dato, come sempre riportato da CorrierEconomia, dall’ammontare delle emissioni minime, che solo in casi sempre meno frequenti ammonta a mille o duemila euro, e che sempre di più si sta spostando verso una soglia di 50 o addirittura di 100 mila euro, che di fatto impedisce a un risparmiatore individuale di realizzare quella necessaria diversificazione di portafoglio che invece viene ottenuta dai fondi di investimento specializzati in questi titoli.

Secondo Guidi, per esempio, sulla scadenza dei due anni un buon mix tra rischio e rendimento è quello dal bond di Telecom Italia rimborsabile nel gennaio 2017, un rendimento corrente del 3,17%, poi c’è l’obbligazione di Intesa Sanpaolo di analoga durata che, con i suoi circa 40 centesimi di rendimento in più rispetto al Btp a tre anni e un taglio minimo di mille euro, potrebbe rappresentare una valida alternativa. Bene, dunque, puntare su titoli con basso merito di credito, ma solidi, come Fiat, o, appunto le emissioni di Telecom Italia.




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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il 16/11/2013 alle ore 10:35