Una vittoria del mondiali porterebbe un punto di PIL in più

Una vittoria ai Mondiali di calcio in Germania potrebbe valere per il Pil dell'Italia circa mezzo punto in più



Una vittoria ai Mondiali di calcio in Germania potrebbe valere per il Pil dell'Italia circa mezzo punto in più, anche se la valutazione è difficile da fare perché influisce soprattutto sulla fiducia dei consumatori. E' quanto afferma una fonte del Tesoro commentando la vittoria di ieri dell'Italia sulla Germania in semifinale.

Stamani anche il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco ha detto in una trasmissione radiofonica che una vittoria dell'Italia ai mondiali potrebbe avere un effetto di stimolo sull'economia e sui conti pubblici, rendendo la manovra correttiva meno onerosa. "Su questo ho una testimonianza personale di quando ero ministro del Tesoro, sei-sette anni fa. C'era un importante uomo d'affari francese e la Francia cresceva mezzo punto, un punto in più del resto dei Paesi europei. Gli chiesi quale fosse la ragione e lui mi disse che era la vittoria della Francia" ai mondiali del 1998, ha detto Visco.

La fonte ha aggiunto che "ovviamente non si può trasporre meccanicamente la cosa, anche perché legata ad aspetti psicologici per certi versi non ripetibili, per altri condizionati anche da fattori diversi". Circa il timore della Germania di un aspetto economico negativo legato alla sconfitta di ieri sera, la spiegazione è simile: "Senza dubbio il mondiale di Germania è stato, per gli aspetti economici diretti, un successo che può già essere decretato anche se mancano ancora pochi giorni alla chiusura. Non c'è però dubbio che, in caso di vittoria finale, la Germania avrebbe potuto godere di quell'effetto sulla fiducia dei consumatori che ora invece non ci sarà. Più che un effetto negativo per la mancata vittoria, si può parlare quindi di un mancato effetto positivo sui consumi".

Per quello che riguarda l'Italia invece l'effetto potrebbe aggiungersi ad una diversa percezione dei fattori di rischio recentemente recepiti dai consumatori. Sul dato di giugno reso noto dall'Isae infatti l'indice aveva registrato un decremento a 106,8 dal 107,6 di maggio legato soprattutto "al deteriorarsi delle valutazioni sulla situazione economica del Paese ed in generale delle previsioni a breve termine, che potrebbero essere influenzate dalle notizie negative emerse circa lo stato dei conti pubblici italiani". Una fonte statistica fa rilevare che "tali notizie negative sembrano al momento essersi affievolite sia per la manovra realizzata dal governo sui conti pubblici e le annesse misure liberalizzatrici percepite in maniera positiva dai consumatori.

Alla manovra si aggiunge poi il positivo dato dell'avanzo del settore statale di giugno che ha riportato il fabbisogno a livelli inferiori a due anni fa, dopo gli aumenti vorticosi degli ultimi due anni". Per giugno il Tesoro ha annunciato un avanzo di circa 12 miliardi, rispetto l'avanzo di 4,360 miliardi del giugno 2005, netto miglioramento legato soprattutto all'andamento positivo dell'autotassazione. Il fabbisogno dei primi sei mesi si è così attestato a circa 35,6 miliardi rispetto i 50,620 miliardi dei primi sei mesi del 2005.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il