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Pensioni ultime notizie Governo Letta: novità della settimana

Tutto ancora da rivedere per le pensioni: con bocciatura Legge Stabilità dall’Ue meno risorse



La nuova Legge di stabilità avrebbe dovuto correggere errori esistenti nell’attuale sistema pensionistico, definito dall’ex ministro Fornero, e prevede interventi per determinate categorie di lavoratori, come precoci ed usuranti, fortemente penalizzati dalle nuove norme.

Senza considerare l’irrisolta questione esodati, lungi ancora, nonostante vecchie e nuove salvaguardie, dall’essere risolta. Dopo il blocco delle indicizzazioni per gli assegni superiori a tre volte il minimo, cioè quelle intorno ai 3mila euro netti; e un contributo di solidarietà per le pensioni d’oro, cioè al di sopra del 150mila euro annui, con prelievi progressivi fino al 15% ogni 50mila euro di reddito in più, è stata bocciata l’idea di una no tax area a per redditi fino a 12mila euro; in discussione ancora lo stop all’aumento dei contributi per le partite Iva, la possibilità di pensione anticipata, a 62 anni anzichè a 66, al posto della cassa integrazione in deroga, possibilità che, dunque, si conquisterebbe solo se si perdesse il lavoro; e pensione anticipata per militari e altre categorie di lavoratori, come attori, ballerini, cantanti e sportivi.

I militari potrebbero infatti avere la possibilità di mettersi a riposo a 50 anni conservando l'85% della retribuzione. Giampaolo Di Paola, ex ministro della difesa nel governo Monti, ha infatti avanzato la proposta di congedo dal lavoro per i militari con dieci anni di anticipo, rispetto a quanto prevede la legge e cioè a 50 anni invece che a 60, conservando l’85% della retribuzione.

Cosa che ha scatenato non poche polemiche soprattutto negli ultimi giorni, mentre tutto ancora tace per i pensionandi della scuola appartenenti alla cosiddetta Quota 96: il Ministero dell'Istruzione non ha ancora reso pubblico il numero di quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi, non sono andati in pensione a causa dell'introduzione della legge Fornero che non ha tenuto conto della peculiarità specificità del comparto scuola.

Nulla, dunque, di consistente è stato effettivamente fatto. E ad affondare ancor di più eventuali modifiche è stata la bocciature dell’Ue della Legge di Stabilità. L'Italia non potrà, infatti, chiedere alla Commissione Ue di fare uso della “clausola sugli investimenti” del patto di Stabilità, perché non rispetta la condizione del debito pubblico in discesa a un ritmo soddisfacente, secondo quanto sostenuto dalla Commissione europea nella sua analisi sulla bozza di bilancio presentata dal governo per il 2014.

Un colpo durissimo per l'esecutivo, che perde così ben tre miliardi di euro, soldi su cui avevano molto contato il premier Enrico Letta e il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni.

Da Bruxelles spiegano: “Siamo arrivati alla conclusione che non si possa profittare di questo vantaggio perché, sulla base delle previsioni economiche dell’autunno 2013, non sarà ottenuto l’aggiustamento minimo strutturale richiesto per portare il rapporto fra debito e Pil su un cammino di sufficiente riduzione”.

Secondo Bruxelles, gli impegni dell'Italia sui versanti di riduzione di deficit e debito, consolidamento fiscale e riforme strutturali non bastano: “Nel 2014 l'Italia non compirà progressi sufficienti per il rispetto dei criteri di debito per via di aggiustamenti strutturali insufficienti”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il