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Borsa,azioni ed obbligazioni Usa e Europa:consigli e previsioni analisti Novembre-Dicembre 2013-2014

Usa ed Europa tra politiche monetarie e investimenti: la situazione e cosa potrebbe accadere



E’ un anno decisamente particolare per il mondo economico e finanziario, e non per la crisi globale, a cui ormai sembra essersi abituati, quanto piuttosto per gli andamenti politici di Paesi e Continenti mai legati come in questo ultimo periodo. Mai destini, infatti, fra Fed e Bce furono più intrecciati.

Dopo il passo indietro della Fed, a seguito dell’annuncio di qualche tempo fa del suo presidente Ben Bernanke, di porre fine alla politica monetaria espansiva negli Usa, tutti si aspettano che il tapering, cioè la progressiva riduzione del piano di stimolo all'economia da parte della Federal Reserve (Fed), prenderà il via l'anno prossimo.

Una ipotesi, appoggiata dalla maggior parte degli analisti ed anche dalle ultime dichiarazioni di Janet Yellen, la futura governatrice della banca centrale americana. Ma c’è chi pensa che la Fed possa stupire ancora e dare il via ‘all’operazione’ già a dicembre, con i mercati finanziari che osservatori e sono pronti ad ‘oscillare’ in base alle decisioni politiche. Intanto, si attendono le decisioni che prenderà il Congresso di Washington a inizio febbraio sull'innalzamento del debito e per evitare un nuovo shutdown, la chiusura delle attività della pubblica amministrazione.

E “Se accadesse Wall Street potrebbe scendere del 15%, con un effetto ben più doloroso sui consumi”, ha avvertito Eric Chaney, capo economista di Axa IM e Axa Group.

Ma proprio il default, paradossalmente, potrebbe favorire i titoli di Stato americani, perché un nuovo rischio sistemico spingerebbe i grandi investitori a comprare bond Usa, considerando che, nonostante tutto, il debito statunitense resta la classe di attivo più liquida e sicura al mondo.

Dall’altra parte d’Oceano, in Europa, invece, il presidente della Bce, Mario Draghi, dopo aver annunciato, dopo la prima mossa della Fed, che non avrebbe ‘ristretto’ la politica monetaria europea, ha deciso di tagliare i tassi portandoli al minimo storico dello 0,25%.

Mossa che è risultata importante per gli investitori a reddito fisso, che vedono allontanarsi all'orizzonte il rischio di una perdita in conto capitale sui titoli già emessi nell'eventualità di un forte aumento dei tassi di interesse a lungo. Ma restano, in ogni dove, i dubbi e timori su una corretta gestione degli investimenti.

Gli esperti consigliano: meglio diversificare.  E infatti si spiega così, come riportato da CorrierEconomia, il successo dei cosiddetti prodotti multi-asset, quei fondi di investimento che puntano su di un portafoglio bilanciato di azioni e obbligazioni, ma che puntano anche sulle valute e sulle commodities.

Marco Palacino, alla guida di BNY Mellon am Italia, la branch italiana di uno dei maggiori gruppi globali del risparmio gestito, ritiene, per esempio, che attraverso un portafoglio ben diversificato nelle sue componenti azionarie, obbligazionarie e valutarie sia possibile ottenere un rendimento soddisfacente.

Si possono fare poi anche scelte innovative e puntare, per esempio, su emissioni in valuta locale dei paesi emergenti, che hanno raggiunto in alcuni casi punte di rendimento superiori all'11%; oppure obbligazioni societarie high yield.

Tendono a risalire ed andare bene i listini del Vecchio Continente, e, come spiegato da Andrew Goldberg, responsabile delle strategie di allocazione degli investimenti sullo scacchiere europeo di JP Morgan am, se “I principali ostacoli a un ritorno su un sentiero di crescita stabile che derivano dalle incertezze della politica, non soltanto in Italia ma anche in paesi come la Germania, che dopo le elezioni stenta a trovare una linea economica condivisa” venissero superati, l’Europa potrebbe tornare a correre davvero molto velocemente.

Percorso, però, al momento decisamente frenato da condizioni di incertezze, peraltro, sempre più instabili. Volgendo, in particolare, l’occhio all’Italia, in recessione, secondo gli esperti, aggancerà la ripresa “verso fine anno, per effetto di un'accelerazione del commercio internazionale.

Purtroppo temo che sarà fiacca, a causa della stretta creditizia. Il sistema finanziario italiano necessita di una ristrutturazione e non è il solo. L'occasione sarà l'analisi delle attività di bilancio della Bce, in agenda all'inizio del prossimo anno. Una volta rafforzate le banche dal punto di vista patrimoniale, l'Italia potrebbe sorprendere positivamente”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il