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Pensioni Governo Letta ultime notizie: bocciatura Ue blocca modifiche o almeno sembra

Commissione Ue boccia Legge di Stabilità e l’Italia non riceve nuovi investimenti: penalizzate le modifiche alle pensioni



La Legge di Stabilità ‘evidenzia progressi limitati’ e per questo ha ricevuto una sonora bocciatura dalla Commissione europea. Secondo Bruxelles, infatti, l’Italia potrebbe ‘non rispettare le regole su deficit contenute nel Patto di stabilità e quindi è a più alto rischio di sforamento dei parametri’.

Per la Commissione europea la finanziaria ‘non consentirà all’Italia di rispettare l’obiettivo per la riduzione del debito’ e ha, inoltre, evidenziato i rischi di revisione al ribasso.

Il Commissario agli Affari economici Olli Rehn, ha precisato che “l’Italia deve fare sufficienti progressi verso l’obiettivo di medio termine (pareggio di bilancio), riducendo il debito l’anno prossimo assicurando un aggiustamento strutturale di almeno 0,5% del Pil”.

E ha aggiunto che “è importante che la spending review in Italia dia risultati già nel 2014 perché porterà ad una riduzione del debito”. E per questo “l’Italia non potrà chiedere alla Commissione Ue di fare uso della ‘clausola sugli investimenti’ del patto di stabilità, perché non rispetta la condizione del debito pubblico in discesa a un ritmo soddisfacente”.

Si tratta, dunque, di miliardi in meno che il premier Letta e il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, avevano messo in contro per ‘spenderli’ per misure previste nella stessa Legge di Stabilità.

E, se si auspicava un intervento in extremis per modificare l’attuale sistema pensionistico, definito dall’ex ministro Fornero e che lei stessa, qualche giorno fa, ha ammesso cambierebbe, con la bocciatura dell’Ue e quindi con minori soldi all’Italia sembra che nuovi interventi sulle pensioni possano apparire sempre meno probabili.

Del resto, già qualche settimana fa, era stato detto che l’ipotesi di un’uscita anticipata dal lavoro, per esempio, come anche proposto da Cesare Damiano, non poteva essere approvata proprio per mancanze di risorse, giacchè tale misura sarebbe stata troppo esosa nonostante le penalizzazioni eventuali. Ed ora che verranno meno anche gli investimenti previsti la situazione si prospetta ancor più difficile.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il