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Pensioni Governo Letta ultime notizie: emendamenti rimasti approvabili in Legge Stabilità

Modifiche pensioni: le misure in Legge di Stabilità e quelle ancora al vaglio



Se è vero che la Legge di Stabilità non ha portato alcuno stravolgimento nel mondo delle pensioni, se non disposizioni per le rivalutazioni dal 2014 degli assegni, ad eccezione di coloro che percepiscono una pensione superiore ai 3 mila euro, per cui non è previsto l'adeguamento al costo della vita nel prossimo anno e sulle pensioni dei più ricchi con un contributo di solidarietà finalizzato al ‘mantenimento dell'equilibrio del sistema pensionistico’, che dovrebbe prevedere un prelievo del 5% della parte di pensione tra i 100mila e i 150mila euro lordi l'anno, del 10% per la parte eccedente i 150mila euro, del 15% per la parte eccedente i 200mila euro, senza fare accenno a precoci e usuranti, trattamenti contributivi tra uomini e donne, restano però ancora in ballo alcuni emendamenti che fanno sperare che qualche modifica possa ancora arrivare.

Si parte, per esempio, dal blocco dell’aumento dell'aliquota contributiva per le partite Iva esclusive anche per il 2014.

La sospensione di un anno dell'aumento dal 27 al 28% che in base alla legge 92 del 2012 sarebbe dovuto scattare a partire dal prossimo primo gennaio, è prevista nel pacchetto di emendamenti alla legge di stabilità del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini.

La proposta, come quella relativa alla possibilità di andare in pensione prima, a 62 anni invece che a 66, con 35 anni di contributi e un sistema di penalizzazioni,  è stata rilanciata dal presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano: “Diamoci un anno di tempo per aprire un tavolo di confronto ed affrontare in modo organico il tema della contribuzione e delle tutele delle partite Iva”.

Allo studio ancora anche la possibilità di andare in pensione a 62 anni ma se licenziati: in questo caso si riceverebbe la pensione al posto della cassa integrazione in deroga.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il