Pensioni donne e uomini Governo Letta: no modifiche età, ma assegno colpito pesantemente da tasse

Aumento requisiti pensioni per donne? Ancora nulla ma pensioni più tassate



Non cresceranno i requisiti per la pensione anticipata delle donne, così come auspicato tempo fa dalla Commissione europea che ha richiamato l’Italia su tale punto. Rimarrà, dunque, probabilmente senza soluzione la questione relativa all'equiparazione degli anni di contributi minimi per donne e uomini, per la quale la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti del nostro paese.

Appena resa nota la notizia si è fatto un gran discutere ed erano in molti coloro che ritenevano che qualche cambiamento in merito sarebbe arrivato con la nuova Legge di Stabilità.

In realtà, tutto tace in merito ed è ancora aperta la questione se per la pensione anticipata le donne nel 2014 aumenteranno i contributi minimi o resteranno invariati. Al momento i requisiti per la pensione anticipata sono di 42 anni e 5 mesi di contributi per gli uomini e di 41 anni e 5 mesi per le donne.

Ed è proprio questa differenza che ha portato la Commissione Ue a puntare il dito contro il Belpaese, perché viola l'articolo 157 del Trattato di Funzionamento dell'Unione Europea.

Nonostante nella Legge di Stabilità non si faccia accenno alla questione, la risposta dell'Italia all'UE dovrà arrivare a breve, e, considerando che prevedere un abbassamento dei contributi minimi degli uomini sembra una cosa più assurda che impossibile, è chiaro pensare che saranno inevitabilmente ritoccati verso l’altro i requisiti per la pensione anticipata delle donne. Intanto, mentre si attendono ancora risposte certe in merito a diverse questioni riguardanti le pensioni, come esodati, e Quota 96 per esempio, l’ultima novità riguarda la tassazione dei pensionati.

I dati più recenti dimostrano, infatti, come le pensioni italiane siano le più tassate d’Europa, con una somma di 4 mila euro l’anno, contro i 39 della Germania, e che i pensionati italiani pagano il 20,73% di imposte, il doppio rispetto alla Spagna, il quadruplo rispetto alla Francia.

Confesercenti definisce il trattamento fiscale italiano ‘pesante ed iniquo, sia perché scaturisce dalla combinazione tra Irpef e addizionali regionali e comunali, sia perché, diversamente da quanto avviene in Europa, il carico fiscale sulle pensioni è superiore a quello che grava sui redditi da lavoro dipendente di analogo ammontare’.

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di Marianna Quatraro pubblicato il