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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: poche speranze modifiche e tasse pesanti su assegno

Ancora nessuna novità pensioni in Legge di Stabilità: solo tasse più alte



Dopo la bocciatura da parte della Commissione europea, l’Italia non riceverà ulteriori risorse da utilizzare per le misure che aveva in programma per la nuova Legge di Stabilità, e si ripropone la problematica degli interventi, definiti necessari, per il mondo delle pensioni.

In tanti, infatti, avevano proposto modifiche all’attuale sistema pensionistico, ritenuto, a tratti, anche iniquo, per l’età di uscita dal lavoro fra uomini e donne e non solo.

C’è chi ha avanzato la proposta di sostituire la cassa integrazione in deroga andando in pensione a 62 anni, in anticipo rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, ipotesi del democratico Giorgio Santini, secondo cui “Si tratta di permettere alle persone che hanno perso un lavoro ed esaurito la possibilità di accedere agli ammortizzatori ordinari di potere incassare prima il proprio assegno pensionistico”.

Ma al momento non è arrivata alcuna risposta in merito a tale idea. Altre modifiche in discussione un’ulteriore stretta sulle pensioni d’oro, per abbassare la soglia che fa scattare il contributo, dagli attuali 150mila euro a 90mila euro e, allo stesso tempo, prevedere un graduale incremento della percentuale applicata (attualmente è al 55); e il blocco dell’indicizzazione solo per gli assegni oltre 6 volte il minimo, ma prevedendo un limite anagrafico di 68 anni di età non si può toccare l’assegno pensionistico.

Si tratta di modifiche ancora al vaglio, ancora nessuna certezza in merito, mentre al momento l’unica certezza è che i pensionati italiani sono i tartassati di tasse d’Europa.

Questo emerge da un'analisi di Confesercenti che ha preso in esame le pensioni comprese tra 1,5 e 3 volte il trattamento minimo, che corrispondono a un importo lordo tra 9.661 e 19.322 euro all'anno (cioè tra 700 e 1.200 euro netti circa al mese). In questa fascia di reddito, il peso dell'irpef (l'imposta sulle persone fisiche, comprese le addizionali) varia tra un minimo del 9,17% per chi guadagna meno e arriva sino al 20,7% per chi riceve invece un assegno Inps un pò più alto.

Il paragone con gli altri paesi europei non lascia spazio a dubbi. In Germania, per esempio, nella medesima fascia di reddito le pensioni sono praticamente esentasse, con un prelievo che varia tra lo 0 e lo 0,2%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il