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Pensioni Governo Letta ultime notizie:emendamenti sicuri, misteriosi e cancellati in Legge Stabilità

Quali modifiche saranno davvero approvate per le pensioni con nuova Legge di Stabilità?



Manca solo qualche giorno alla definizione della nuova Legge di Stabilità e sono ancora molti i dubbi circa le novità pensioni che potrebbero, o meno, essere realmente approvate.

Allontanata l’idea di una no tax area per una soglia di reddito inferiore a 12.000 euro, in discussione ci sarebbe ancora lo stop all'aumento dal 27 al 28% dell'aliquota contributiva per le partite Iva, ma più che di una cancellazione della disposizione prevista dalla legge 92 del 2012, si tratta di un congelamento.


La misura, infatti, tornerà il prossimo anno. Cesare Damiano (PD), presidente della Commissione Lavoro alla Camera, che mesi fa aveva avanzato l’ipotesi di un sistema di pensionamento più flessibile, accompagnato da penalizzazioni, ritiene, sulla questione aliquote per le partite Iva, che “occorre darsi un anno di tempo per aprire un tavolo di confronto ed affrontare in modo organico il tema della contribuzione e delle tutele delle partite Iva”.

Per Maurizio Sacconi (PDL), presidente della Commissione Lavoro al Senato, poi “va valutato laicamente il congelamento di un anno dell'aliquota, così come l'introduzione di meccanismi per ripartire l'onere della contribuzione. Siamo disponibili a ragionare, senza dimenticare che con il sistema contributivo, il rallentamento della crescita della contribuzione si traduce in una pensione più bassa”.

Tra le altre possibili modifiche in discussione l’idea di sostituire la cassa integrazione in deroga con la possibilità di ricevere già a 62 anni, in anticipo rispetto alle disposizioni in vigore con la legge Fornero, la pensione anticipata.

A proporre il provvedimento il democratico Giorgio Santini, che ha spiegato che “Si tratta di permettere alle persone che hanno perso un lavoro ed esaurito la possibilità di accedere agli ammortizzatori ordinari di potere incassare prima il proprio assegno pensionistico”.

Al vaglio anche lo sblocco della rivalutazione dei redditi da pensione superiori a 6 volte il minimo ovvero circa 3.000 euro al mese e lo stop all'aumento dei contributi per le partite Iva; e la possibilità per i militari dell'esercito di congedarsi a 50 anni, cioè 10 anni prima della soglia attualmente prevista per l’uscita dal lavoro, con l'85% dello stipendio e con il diritto alla pensione piena.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il