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Commercialisti: sciopero contro la troppo burocrazia e problemi del Fisco italiano.

Primo sciopero di massa dei commercialisti: i motivi



Commercialisti italiani sul piede di guerra: pronta la categoria a scioperare per manifestare un profondo disagio. Pesanti i motivi alla base della protesta: dalla crisi di liquidità degli studi, agli adempimenti delegati dallo Stato senza alcun riconoscimento economico, ai problemi di adempimenti burocratici, ai tempi, sempre confusi e in perenne cambiamento.

“Noi oggi più che mai scontiamo due ordini di problemi insuperabili e strettamente collegati tra loro”, ha spiegato dice Raffaele Marcello, presidente dell'Unione nazionale commercialisti ed esperti contabili.

“Da un lato la gestione del cliente, che sempre più spesso è in crisi di liquidità e non riesce a pagare le consulenze e le parcelle, mentre sull'altro versante subiamo il diluvio di adempimenti che l'amministrazione statale ci chiede, anzi ci delega a costo e a riconoscimento zero”.

Il malcontento nasce, dunque, dal ruolo del commercialista, utilizzato dalla Pubblica amministrazione come collaboratore a costo zero e sempre più in balia di provvedimenti adottati in via d'urgenza, senza tener conto delle enormi ricadute sul lavoro e sui tempi di esecuzione degli studi. Per questo i commercialisti si avviano alla prima storica astensione di massa.

E Marcello prosegue precisando: “Di fatto noi oggi scontiamo le difficoltà delle imprese quando hanno crediti sempre più difficili da riscuotere, e consideri infatti che ormai gli studi sono strutturati con personale multi-specializzato. Significa che anche se non incassi, hai il lavoro dipendente da pagare a fine mese. Quanto potremo andare avanti così?”.

Secondo Marcello la soluzione potrebbe essere iniziare “a eliminare gli adempimenti inutili, penso allo spesometro”, considerando che “noi abbiamo dovuto acquistare software, caricandoci i costi, il disagio e l'ulteriore lavoro per conto dello Stato, ovviamente in perdita”.

Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale dei commercialisti, ha dunque affermato: “È ora di far capire all'opinione pubblica che così non riusciamo più ad andare avanti, basti pensare alla tempistica sulla seconda rata Imu, ci sarà? Non ci sarà? Le aliquote comunali come saranno? E i bollettini da compilare in tre giorni?”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il