Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: emendamenti rimasti sicuri, misteriosi e aboliti

In pensione prima se licenziati, congedo militari e possibili modifiche: misure ancora in discussione in Legge di stabilità



Sono state diverse le proposte di modifiche all’attuale sistema pensionistico che si sono susseguite in questi mesi, volte e risanare le situazioni venutesi a creare in seguito all’entrata in vigore della nuova legge Fornero. Ma al momento non vi è ancora nessuna certezza di cambiamenti ed interventi.

Al momento l’unica certezza è che i pensionati italiani sono i tartassati di tasse d’Europa, secondo emerge da un'analisi di Confesercenti che ha preso in esame le pensioni comprese tra 1,5 e 3 volte il trattamento minimo, che corrispondono a un importo lordo tra 9.661 e 19.322 euro all'anno (cioè tra 700 e 1.200 euro netti circa al mese).

In questa fascia di reddito, il peso dell'irpef (l'imposta sulle persone fisiche, comprese le addizionali) varia tra un minimo del 9,17% per chi guadagna meno e arriva sino al 20,7% per chi riceve invece un assegno Inps un pò più alto.

Facendo un confronto con la Germania, per esempio, nella medesima fascia di reddito le pensioni sono praticamente esentasse, con un prelievo che varia tra lo 0 e lo 0,2%.

E, per quanto riguarda le possibili modifiche da apportare nella nuova Legge di Stabilità, se è tramontata l’idea di una no tax area per una soglia di reddito inferiore a 12.000 euro, in discussione ci sarebbe ancora lo stop all'aumento dal 27 al 28% dell'aliquota contributiva per le partite Iva, e l’idea di sostituire la cassa integrazione in deroga con la possibilità di ricevere già a 62 anni, in anticipo rispetto alle disposizioni in vigore con la legge Fornero, la pensione anticipata.

A proporre il provvedimento il democratico Giorgio Santini, che ha spiegato che “Si tratta di permettere alle persone che hanno perso un lavoro ed esaurito la possibilità di accedere agli ammortizzatori ordinari di potere incassare prima il proprio assegno pensionistico”.

Ma si discute ancora di un’ulteriore stretta sulle pensioni d’oro, per abbassare la soglia che fa scattare il contributo, dagli attuali 150mila euro a 90mila euro e, allo stesso tempo, prevedere un graduale incremento della percentuale applicata (attualmente è al 55); del blocco dell’indicizzazione solo per gli assegni oltre 6 volte il minimo, ma prevedendo un limite anagrafico di 68 anni di età non si può toccare l’assegno pensionistico; e della possibilità per i militari dell'esercito di congedarsi a 50 anni, cioè 10 anni prima della soglia attualmente prevista per l’uscita dal lavoro, con l'85% dello stipendio e con il diritto alla pensione piena.
 
Autore:

Marianna Quatraro

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di Marianna Quatraro pubblicato il