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Legge Stabilità: Governo Letta emandamenti. Ma mancano risorse. Situazione sempre più difficile

Emendamenti ancora in discussione in Legge di Stabilità ma anche privatizzazioni e spending review



Discussione sulla Legge di Stabilità agli sgoccioli: il presidente di palazzo Madama, Pietro Grasso, ha annunciato, infatti, che la Manovra dovrà essere assolutamente licenziata entro fine mese dal Senato, per potere avviare il suo iter alla Camera dei deputati e venire approvata entro i tempi previsti.

Diversi però i nodi da sciogliere, dalla casa, alle pensioni, agli esodati, al cuneo fiscale, alla sicurezza e l'ammodernamento degli impianti sportivi e degli stadi, alla proroga da fine 2013 a giugno 2014 dell'attivazione delle gestioni commissariali delle Province, in attesa della riforma per la loro abolizione.

Previste anche risorse stanziate per l'alluvione in Sardegna e fondi a Lampedusa per fronteggiare l'emergenza immigrati e l'aumento di 100 milioni per il 2014 e 50 rispettivamente per il 2015 e il 2016 del Fondo per le politiche della famiglia.

Nel pacchetto rientra anche una rimodulazione delle risorse per la realizzazione del Mose (scendono per il 2014 da 200 a 151 milioni e salgono da 30 a 79 milioni quelle per il 2017) e una dotazione aggiuntiva di 100 milioni per l'Anas. In discussione anche il ‘sistema nazionale di garanzia’ per facilitare l'accesso al credito di famiglie e imprese.

Fanno particolarmente discutere la norma sulle Province, per cui il governo chiede il prolungamento dei commissariamenti al 30 giugno 2014, per evitare il ricorso alle urne per il rinnovo dei consigli provinciali, e la legge sugli stadi.

Nella sua versione attuale viene sancito il principio degli stadi sempre aperti, dove potranno trovare spazio locali di pubblico relax o ristorazione. Per la costruzione di nuovi impianti, viene stabilito come il soggetto interessato debba presentare al Comune uno studio di fattibilità. In discussione anche il nuovo piano di privatizzazioni.

Complessivamente l'operazione di cessione di quote societarie dovrebbe far entrare tra i 10 e i 12 miliardi di euro nelle casse dello Stato. Le cessioni in programma da parte del governo vedono soggetti di non controllo come Stm, Fincantieri, Cdp Reti, Grandi stazioni.

E ci sono poi in programma i tagli previsti dalla spending review: “Il primo taglio dovrà essere alla spesa pubblica per il funzionamento della macchina, con i conti dei ministeri, della politica, di ciò che è stato ridondante” ha detto il premier Enrico Letta. “Nessun settore sarà risparmiato dalla spending review”: ha annunciato Carlo Cottarelli, il commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica incaricato dal governo di tagliare 32 miliardi in tre anni.

Cottarelli ha spiegato che “nè la sanità, nè le pensioni, nè il pubblico impiego, nè la società pubblica come la Rai rimarranno fuori dal raggio d'azione della spending review. Ciò non vuol dire che c'è la necessità di tagliare o risparmiare ovunque ma che dobbiamo guardare a tutte le realtà senza assumere che ce ne sia qualcuna senza sprechi da eliminare”.

I primi sprechi da eliminare saranno le auto blu e i risparmi saranno utilizzati prevalentemente per alleggerire il cuneo fiscale. Poi toccherà agli statali e il blocco del turn-over utilizzato finora “potrebbe essere la soluzione migliore ma ci potranno essere altri modi che non abbiamo però ancora studiato”, e alle pensioni d'oro e d'argento, per cui Cottarelli ha ammesso: “So che esistono difficoltà a livello costituzionale, ma c'è una scelta da fare”.


Autore:

Marianna Quatraro
 

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Autore: Marianna Quatraro
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