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Mercati azionari emergenti 2013-2014: previsioni, consigli gestori nel medio-lungo periodo

Continuare ad investire in obbligazioni e azioni degli emergenti: i consigli. La situazione



“La crescita prevista nell’area emergente continua ad essere positiva” e così Emilio Franco, Cfa, responsabile degli investimenti Ubi Pramerica sgr incita ad essere ancora ottimisti nei confronti di quei Paesi definiti emergenti, come Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica, Indonesia, che “nei prossimi due-tre anni si svilupperanno molto più rispetto ai Paesi già sviluppati”, come riporta Il Giornale.

Nel 2014, per esempio, gli economisti prevedono per i Paesi sviluppati una crescita tra l’1 e l’1,7%, mentre per l’area emergente, che riguarda stati che hanno un debito pubblico e un deficit decisamente inferiore rispetto a quello di Usa e Ue, siamo fra il 4 e il 5%.

Il consiglio degli esperti è, dunque, quello di mantenere in portafoglio obbligazioni e azioni dei Paesi emergenti, anche perché in grado di garantire rendimenti sempre migliori soprattutto nel medio-lungo periodo. Nessun timore, dunque, dopo il lungo periodo di oscillazioni che le obbligazioni di questi Paesi hanno vissuto.

“La causa di queste forti oscillazioni va individuata negli annunci della Federal Reserve americana sulla volontà di ridurre gradualmente (tapering) la politica di acquisto di titoli del Tesoro Usa.

I mercati hanno reagito in modo scomposto e flussi di investimenti considerevoli sono stati ritirati dai paesi emergenti per essere rimpatriati sulle economie più sviluppate, a caccia di rendimenti migliori”, ha spiegato Jack Deino, responsabile dei portafogli specializzati sui mercati emergenti di Invesco, uno dei maggiori gruppi statunitensi e globali del risparmio gestito.

Anche Deino è convintoche “La crescita di lungo periodo delle economie emergenti rimanga uno dei principali elementi a sostegno dell'investimento di lungo periodo sia sulle azioni che sulle obbligazioni”.  


Autore:

Marianna Quatraro

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Autore: Marianna Quatraro
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