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Pensioni usuranti e precoci Governo Letta: situazione aggiornata della settimana. Facciamo il punto

Nessuna nuova speranza per precoci e usuranti: la Legge di Stabilità non porterà nessun cambiamento?



Se mesi fa sindacati e associazioni avevano chiesto al governo di valutare, per le categorie di lavoratori di precoci e usuranti la possibilità di farli andare in pensione con le vecchie regole, quelle cioè antecedenti l’entrata in vigore delle nuove norme definite dall’ex ministro Fornero che, nello stilare la sua riforma pensionistica, non ha tenuto conto della specificità di alcuni comprati lavorativi, come quello della scuola, dando vita, per esempio, all’ancora aperta questione dei pensionandi di Quota 96, oggi sembrano svanire le possibilità di interventi in merito.

E le cattive non finiscono qui, perché , secondo quanto annunciato da Carlo Cottarelli, il commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica incaricato dal governo di tagliare 32 miliardi in tre anni, “Nessun settore sarà risparmiato dalla spending review”. Cottarelli ha, infatti, affermato che “nè la sanità, nè le pensioni, nè il pubblico impiego, nè la società pubblica come la Rai rimarranno fuori dal raggio d'azione della spending review.

Ciò non vuol dire che c'è la necessità di tagliare o risparmiare ovunque ma che dobbiamo guardare a tutte le realtà senza assumere che ce ne sia qualcuna senza sprechi da eliminare”. I primi sprechi da eliminare saranno le auto blu e i risparmi saranno utilizzati prevalentemente per alleggerire il cuneo fiscale.

Poi toccherà agli statali e il blocco del turn-over utilizzato finora “potrebbe essere la soluzione migliore ma ci potranno essere altri modi che non abbiamo però ancora studiato”, e alle pensioni d'oro e d'argento, per cui Cottarelli ha ammesso: “So che esistono difficoltà a livello costituzionale, ma c'è una scelta da fare”.

Tramontata l’idea di una no tax area per una soglia di reddito inferiore a 12.000 euro, in discussione ci sarebbe ancora lo stop all'aumento dal 27 al 28% dell'aliquota contributiva per le partite Iva, e l’idea di sostituire la cassa integrazione in deroga con la possibilità di ricevere già a 62 anni la pensione anticipata, in anticipo rispetto alle disposizioni in vigore con la legge Fornero; e la possibilità per i militari dell'esercito di congedarsi a 50 anni, cioè 10 anni prima della soglia attualmente prevista per l’uscita dal lavoro, con l'85% dello stipendio e con il diritto alla pensione piena.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il