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Pensioni donne e uomini Governo Letta: la situazione aggiornata. Facciamo il punto

Italia non cambia direzioni su pensioni uomini e donne: la situazione



Ancora in discussione lo stop all'aumento dal 27 al 28% dell'aliquota contributiva per le partite Iva; l’idea di sostituire la cassa integrazione in deroga con la possibilità di ricevere già a 62 anni, in anticipo rispetto alle disposizioni in vigore con la legge Fornero, la pensione anticipata; lo sblocco della rivalutazione dei redditi da pensione superiori a 6 volte il minimo ovvero circa 3.000 euro al mese; e la possibilità per i militari dell'esercito di congedarsi a 50 anni, cioè 10 anni prima della soglia attualmente prevista per l’uscita dal lavoro, con l'85% dello stipendio e con il diritto alla pensione piena.

Ma tutto ancora tace per quanto riguarda modifiche specifiche su condizione di lavoratori precoci ed usuranti e per quanto riguarda l’uscita dal lavoro di uomini e donne. Equiparata l’età pensionabile per tutti, fissata a 66 anni dall’ex ministro Fornero, sembra che il governo non abbia recepito il monito della Commissione europea, che qualche settimana ha deciso di aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia a causa della disparità di trattamento contributivo di genere, tra uomini e donne, per il pensionamento anticipato.

La norma italiana contestata andrebbe contro l'articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne e che, nel Belpaese, prevede gli anni minimi di contribuzione a 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il