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Pensioni Governo letta ultime notizie: emendamenti Legge Stabilità. Nessuno o quasi approvato

Nessuna modifica alle pensioni: tutto torna come inizialmente previsto



Mentre il testo della nuova Legge di Stabilità si avvia a ricevere la fiducia, sembra che tra le modifiche che verranno approvato dal Senato, a parte interventi sul prima casa e cuneo fiscale, non comparirà il capitolo pensioni. Il premier Enrico Letta ha dichiarato: “Il governo è pronto a inserire nella legge di stabilità una norma che vincola alla riduzione delle tasse sulle imprese e sul lavoro le risorse recuperate attraverso la spending review e il contrasto dell'evasione fiscale”, ma non ha fatto accenno ad una delle questioni più discusse e importanti come le modifiche, che in tanti hanno richiesto, da apportare all’attuale sistema pensionistico, quello definito dall’ex ministro del Lavoro Fornero e che ha creato diversi problemi, come esodati e Quota 96, e disuguaglianze. Insieme alle pensioni, sarebbero comunque a rischio tutti gli emendamenti nuovi presentati alla Legge di Stabilità, ed è stato intanto ritirato l'emendamento sullo stop al blocco alle indicizzazioni tanto criticato da pensionati e associazioni di rappresentanza.

L’emendamento è stato ritirato e le pensioni restano come inizialmente previste, per cui lo stop alle rivalutazioni sarà corposo e il contributo di solidarietà arriverà solo per le pensioni d’oro più elevate. A confermare la notizia il presidente della commissione Bilancio Antonio Azzollini.

La modifica era stata presentata la scorsa settimana: secondo quanto previsto, dovevano essere rivalutate 20 milioni di pensioni sulle 23 erogate, grazie all’indicizzazione completa quasi a 2mila euro al mese, che riguarda la stragrande maggioranza dei pensionati italiani. Ora, invece, la fascia assicurata del ricalcolo dell’assegno torna a essere esclusivamente quella fino a 1443 euro mensili.

Stesso discorso per il contributo di solidarietà: il ritiro dell’emendamento ha fatto venir meno anche la modifica relativa all’abbassamento della soglia sulle pensioni più elevate, soggette al contributo di solidarietà nei confronti di quelli meno fortunati. Dovranno, dunque, versare la quota del 5% solo coloro che incassano tra 150mila e 200 mila euro all’anno, con il 10% richiesto a chi prende tra 200 e 250mila, e il 15% per le pensioni superiori. In precedenza, con l’emendamento ora sparito si era pensato di riportare il minimo per il contributo a 90mila euro annui.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il