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Pensioni vecchiaia e anzianità: emendamenti. Nessuno o quasi approvato ufficialmente in L.STabilità

Emendamenti Legge di Stabilità a rischio e nessuna modifica pensioni: cosa cambierà davvero?



Nonostante la Commissione Bilancio del Senato, questa notte, abbia approvato il ddl Stabilità, non ha dato il mandato al relatore e ciò vuol dire che tutte le modifiche teoricamente potrebbero decadere. Intanto oggi si vota la fiducia per una Legge che, in realtà, mette da parte le questioni più complesse da risolvere per un migliore welfare italiano, soprattutto dal punto di vista pensionistico.

Solo qualche giorno fa, secondo un recente rapporto sui sistemi previdenziali, l’Italia ne è uscita decisamente a pezzi, con i suoi pensionati fra i più tartassati di tasse in Europa e assegni decisamente bassi rispetto alla media europea. Nonostante si tratti di dati lampanti e negativi, il governo non si è impegnato a trovare soluzioni concrete in merito con la formulazione di questa ultima Legge di Stabilità che avrebbe potuto risolvere diversi problemi se ci fosse stata una reale volontà di farlo.

Solo qualche giorno fa è stata avanzata la proposta di sostituire la cassa integrazione in deroga andando in pensione a 62 anni, in anticipo rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, lo stop all'aumento dal 27 al 28% dell'aliquota contributiva per le partite Iva, la possibilità per i militari dell'esercito di congedarsi a 50 anni, cioè 10 anni prima della soglia attualmente prevista per l’uscita dal lavoro, con l'85% dello stipendio e con il diritto alla pensione piena.

Nonostante, dunque, la fiducia di cui si parla nelle ultime ore, la nuova Legge di stabilità, nella sua confusione più totale, non dovrebbe comunque riservare sorprese, positive, per quanti attendono modifiche previdenziali.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il