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Conti Deposito: aumento bollo ufficiale in Legge Stabilità. Quali al momento non lo fanno pagare

Aumenta l’imposta di bollo sui conti bollo: le banche che al momento se ne fanno carico



Se la nuova Legge di Stabilità, che ha incassato la fiducia del Senato, prevede l'eliminazione di senza spese aggiuntive per il cambio di conte corrente da una banca a un'altra, purchè gli intermediari aderiscano ai protocolli tecnici interbancari, ha stabilito anche per il 2014 un aumento delle spese di bollo per i prodotti finanziari, a partire dai conti deposito.

Se, infatti, con l’ex governo Monti l’imposta di bollo su tali prodotti era già salita dallo 0,10% allo 0,15% annuo, con la nuova Legge di Stabilità sale ancora dallo 0,15% allo 0,20%, sulle somme depositate, con un minimo di 34,2 euro. Nonostante questo ulteriore rialzo, che però inizierà a ‘colpire’ dal prossimo anno, i conti deposito continuano ad essere ritenuti prodotti sicuri, perché assicurati dal fondo interbancario di tutela dei depositi, e capaci comunque di garantire rendimenti.

Già quest’anno erano stati diversi gli istituti che per non gravare troppo sui clienti si accollavano il pagamento dell’imposta di bollo, ma oggi non sono molte le banche italiane che riescono ad offrire ai propri clienti l'esonero dal pagamento dell'imposta di bollo, di cui si fanno talvolta esse stesse carico.

Secondo le prime notizie, nel 2014 si faranno carico dell’imposta Conto deposito ING Direct, Rendimax Banca IFIS, Eurodeposit PrivatBank, YouBanking del Banco Popolare, BccForWeb della Banca di Credito Cooperativo, IW Power Special di IW Bank, SiConto di  Banca Sistema, e Conto Deposito Banca Findomestic. Ricordiamo, inoltre, che ,a prescindere dal calcolo dell’eventuale imposta di bollo da pagare, prima di scegliere un conto deposito è bene valutare prima le proprie esigenze e le due le topologie di conto deposito tra cui scegliere: i liberi e i vincolati.

I primi permettono di avere sempre l’immediata disponibilità del denaro depositato, mentre con un conto deposito vincolato è possibile ritirare i propri risparmi solo alla scadenza del periodo di vincolo, da 1 a 36 mesi, con rendimenti più alti dei conti deposito liberi e crescenti in base ai mesi di vincolo stabiliti.

Scegliendo di svincolare prima il proprio denaro, bisogna considerare le eventuali penali. Le banche spesso non prevedono spese di apertura chiusura o di gestione per i conti deposito, ma c’è da stare attenti alla tassazione che influenza il tasso di rendimento effettivo: gli interessi attivi sono soggetti a una ritenuta fiscale del 20%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il